Riepilogo per i pigri che non hanno letto la delibera sulla convenzione tra Comune di Buscate e Cava Campana.
Innanzitutto parliamo di un quantitativo di materiale scavato di 1.083.000 mc (al netto del terreno di coltivo che rappresenta lo strato superficiale). Questo vuol dire che saranno scavati circa 1.850.000 tonnellate di materiale. Il materiale “misto” è venduto a 2,5 € a Tonnellata (cifra ufficiale fornita da cavatori della zona e molto “prudente”) e quindi il giro d’affari sarebbe di 4.625.000 €. Queste serve a capire il contesto economico.
I cavatori pagato per questa attività un “diritto di escavazione” pari a 70 centesimi la tonnellata, cifra che nell’Europa che tanto ci viene decantata come “esempio” non esiste proprio. Di questa cifra l’85% va al Comune ed il resto a Provincia e Parco del Ticino. Quindi in totale al Comune andrebbero circa € 650.000. Di questa cifra nel bilancio di previsione 2012 non c’è traccia (forse si pensa di incassarli a partire dal 2013).
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| A sud dell’area rossa si individua chiaramente il Bosco Quadro |
In aggiunta a questo “contributo” la Convenzione prevede:
1) la cessione del Bosco Quadro entro 6 anni dalla data del rilascio dell’autorizzazione di scavo, salvo proroghe. Quest’area posta a sud della cava è area di scavo e potrà essere scavata fino a 20 metri di profondità e ceduta al Comune riportando 4 mt di terra di coltura sul fondo;
2) il comune si impegna fin da subito , per consentire un nuovo accesso alla cava di dare una servitù temporanea larga 6 metri e che raggiunge i mappali di proprietà della Cava. Le spese di realizzazione sono a carico della Cava e la stessa pagherà per questo un canone di 5000 € all’anno. Ma questo canone scatta dal momento in cui sarà “consegnata al Comune l’area attualmente occupata dagli impianti”. La consegna di quest’area è prorogata dalla Convenzione (punto d) per un anno 1 sei mesi. Quindi il Comune non prenderà più questi soldi per un anno e mezzo;
3) La Cava Campana dovrà smantellare gli impianti e ripristinare l’area come da progetto di recupero entro e non oltre due mesi dalla proroga (quindi di fatto la proroga passa a 20 mesi anziché 18). Per l’area occupata dagli impianti (circa 60.000 mq) la Cava Campana pagherà un canone fisso di 15.000 €/anno;
4) il Comune “concede” alla Cava Campana l’utilizzo delle vasche di decantazione per un periodo di tre anni e successivamente quest’area dovrà essere recuperata e ceduta definitivamente al Comune. Per questo utilizzo la Cava Campana pagherà un canone di 5000€/anno sempre a partire da quando verrà consegnata l’area attualmente occupata dagli impianti (cioè tra 20 mesi);
5) il Comune concede alla cava Campana un’area di 20.000 mq da destinare a piantumazione e la Ditta corrisponderà un rimborso pari a 100.000€ in due rate (una nel 2012 e l’altra nel 2013). Di questa cifra nel bilancio di previsione 2012 sono previsti, sotto la voce oneri di escavazione, 100.000 €;
6) il Comune si impegna a ritirare il ricorso al Consiglio di Stato contro l’attività di escavazione.





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