Le ultime novità sul fronte inceneritore ACCAM

L’assemblea dei Soci ACCAM si riunisce il 6 novembre per decretare la chiusura dell’inceneritore entro il 31 dicembre del 2017. Nel frattempo la Direzione ACCAM ha pubblicato il bando per la realizzazione del progetto della “fabbrica dei materiali”.

100042accam-forze-5

Questa è la faticosa mediazione raggiunta tra la maggioranza dei Comuni che costituiscono ACCAM. Tra i Comuni che si sono dichiarati perplessi, spicca quello di Legnano che , probabilmente si asterrà nel voto finale.

Tra le forze politiche, l’unica che alza una voce critica è il Movimento 5 stelle che punta il dito sulle contraddizioni della Lega Nord che in Regione dice una cosa e a livello locale un’altra, creando molta confusione. Il Movimento vorrebbe una chiusura dell’inceneritore più ravvicinata (primavera 2016).

Sullo sfondo rimangono due questioni che (volutamente) sono state messe in disparte per non creare ulteriori motivi di scontro tra i Comuni consorziati: l’impianto per il trattamento dell’umido in costruzione a Legnano e la bonifica dell’area dell’inceneritore. Sulla prima questione il Comune di Legnano, che ha speso parecchi soldi per la progettazione e l’acquisizione dell’area, vuole portare a termine l’opera, ma ha il problema di chi gestirà l’impianto una volta realizzato (ACCAM, AMGA ?). Sulla seconda questione, come si sa, il Comune di Busto ha puntato i piedi e non ritiene di dover concedere più l’area dell’inceneritore per altri impianti (come la fabbrica dei materiali) e la vuole indietro bonificata. Dopo tanti anni in cui ACCAM ha pagato un affitto al Comune di Busto permettendogli di applicare tariffe più basse per lo smaltimento dei rifiuti, questo è il “ben servito”.

Di conseguenza la fabbrica dei materiali dovrà trovare “casa” altrove (si parla di un’area industriale dismessa a Gallarate).

Una festa senza salamelle (solo salame in cantina)

Ambiente in festa è arrivata alla seconda edizione.

Piccolo bilancio.

I buscatesi amano discutere in piazza, davanti al caffè. Più che discussioni sono pettegolezzi. Se c’è il risvolto scabroso meglio, basta parlar male di quello che passa. Quando si può parlare liberamente dei problemi, per cercare soluzioni insieme, allora si preferisce stare a casa, si trovano mille scuse per non uscire di casa. Più che pigrizia è un radicato scetticismo ad inchiodare la partecipazione. Inutile dire che a molte forze politiche la cosa non dispiace, così possono facilmente gestire la “cosa pubblica” senza il “fastidio” della partecipazione. Il loro metodo è semplice e maledettamente “efficiente”: prima decidono e poi (forse, ma non è detto) informano i Cittadini. Per noi del 5 agosto 91, naturalmente, è l’esatto opposto: noi vorremmo discutere di tutto ed arrivare alle soluzioni insieme. Un metodo molto faticoso, ma indispensabile in qualsiasi processo di decisione che voglia definirsi democratico. Non ci piacciono quelli che arrivano già con (poche) idee preconfezionate in testa o quelli che non vogliono trovare soluzioni, ma solo creare nuovi problemi. Cerchiamo di lasciare fuori della porta lo scetticismo che una malattia devastante…

Parlavamo di cose così “spinose” ad Ambiente in festa? Certo. A Buscate , quando si parla di Cava, si tocca un argomento “spinoso”, ma che è indispensabile affrontare perché è una ferita aperta ed ancora molto lontana da una qualsiasi guarigione.

La Cava Campana ha appena iniziato (dicembre 2013) a scavare e già a Giugno 2016 scade la sua autorizzazione. A settembre di quest’anno scade il termine di spostamento degli impianti dall’area di proprietà del Comune di Buscate e invece gli impianti sono al loro posto di sempre senza che nessuno dica nulla. Tanto meno i nostri amministratori che , evidentemente, hanno già deciso sulla testa dei Cittadini e , potete contarci, per il “bene della comunità”. Invece di concentrarsi sul problema del “contenimento dell’attività di scavo”, i nostri amministratori pensano ad altro: vorrebbero fare un “parco urbano” a 1,6 Km dalla Piazza Baracca, nell’area dell’ex depuratore in Via Per Cuggiono (spendendo 200.000 € di denaro pubblico derivato -beffa delle beffe- dalla Convenzione con la Cava…).

Alla Malpensa (altro problema del nostro martoriato territorio) c’è chi pensa di fare un Parco intorno alla brughiera di Via Gaggio e chi invece ha in mente (ancora) una terza pista e un’area di capannoni. La Malpensa è “lontana” da Buscate e quindi possiamo fregarcene? Peccato che intanto l’accordo sulle nuove rotte di decollo ed atterraggio ci ha assegnato una quota notturna di aerei che sorvolano le nostre teste. Se non si capisce che i “problemi ambientali” sono territoriali, si finisce schiacciati.

Il nuovo Consiglio di amministrazione di ACCAM ha “scoperto” che ogni anno l’inceneritore perde 5 milioni di euro. Il Presidente, da buon imprenditore, ha consigliato di chiuderlo al più presto. Ci chiediamo che conti avessero in mano quelli del precedente CdA che continuava, imperterrito, ha voler spendere vagonate di milioni per ristrutturare l’inceneritore… La soluzione prospettata oggi da ACCAM è quella di portare i rifiuti all’inceneritore SILLA di A2A (Milano). Riteniamo possa essere SOLO una soluzione ponte in attesa della Fabbrica dei materiali che è l’unico vero obiettivo da perseguire.

Ecco qualche “piccolo” problema affrontato nella discussione di Ambiente in festa. Vi sembra poco ? Vi sembra una discussione “parziale”? Ci sono ben altri problemi da affrontare ? Forse si, forse no: noi abbiamo comunque cominciato a “macinare” qualcosa. Vi aspettiamo per un Vostro contributo. Ma ricordate…

Cercasi

 

 

Un passo avanti verso la Fabbrica dei materiali al posto dell’inceneritore

Pubblichiamo il documento firmato da 11 Sindaci sul futuro di ACCAM e una proposta concreta per il superamento dell’Inceneritore e l’avvio della Fabbrica dei materiali.

E’ un passo avanti che salutiamo con favore.

 

Nel corso del 2014 è stato svolto, su mandato dell’assemblea dei soci, dai componenti del “tavolo tecnico” un importante lavoro di analisi tra varie possibilità di intervento sull’impianto di incenerimento; tra le 4 ipotesi finali l’assemblea dei Soci ha scelto quella contraddistinta dalla sigla B2 che consiste, brevemente, nei seguenti elementi:

– progressiva dismissione dell’impianto di incenerimento

– progettazione, realizzazione e messa in esercizio di impianto di trattamento a freddo

– sviluppo e messa in funzione di impianto per il trattamento della frazione umida Forsu.

Nell’ambito delle ipotesi emerse dal “tavolo tecnico” era sempre stata data per assodata la permanenza nell’attuale sito anche dell’impianto a freddo mentre successivamente è stata ribadita dal Comune di Busto Arsizio (proprietario di parte dell’area su cui insiste l’attuale sito) la volontà di ritornare in possesso dell’area non oltre il 2025; ad oggi la situazione dell’area di esercizio dell’impianto è determinata da un contratto di concessione del diritto di superficie (stipulato nel 2010) che è strettamente correlato in alcuni fondamentali aspetti ad un precedente contratto di locazione del 2007 che aveva come scadenza il 2019; il contratto in essere con la società che gestisce tecnicamente l’inceneritore (Europower spa) ha come scadenza naturale il gennaio 2021 salvo possibile risoluzione anticipata; la Regione Lombardia si è espressa più volte indicando l’eccesso di offerta oggi presente nel comparto dell’incenerimento e, di conseguenza, la necessità di arrivare alla chiusura degli impianti più obsoleti e meno efficienti anche collaborando tecnicamente e finanziariamente alle spese per il decommissioning e per la successiva bonifica; è in corso di approvazione da parte dei singoli Consigli Comunali la “Convenzione tra i soci ai fini del controllo analogo” mentre, nel frattempo, è stato costituito un organismo provvisorio (“coordinamento” ) composto da 7 Sindaci al fine di esercitare quanto previsto dalla Legge rispetto alle scelte societarie; in questi mesi è in corso una trattativa tra tre società del territorio che si occupano di raccolta rifiuti (Amga spa e partecipate, AMSC e AGESP) ed i rispettivi comuni soci per addivenire ad una forma di integrazione societaria nonché ad una messa a fattor comune degli asset con lo scopo finale di arrivare ad una nuova realtà (di fatto una Newco) che si occupi in maniera integrata del ciclo dei rifiuti in un ampio bacino territoriale; che prosegue il suo iter il progetto, ricadente nel territorio di Legnano, di un impianto di trattamento della Forsu oggi in capo alla società Amga spa;che dopo l’integrazione societaria citata sarà auspicabile una collaborazione (joint venture o simili) tra la Newco e Accam SpA anche per l’utilizzo congiunto delle possibilità offerte dall’impianto che sorgerà a Legnano per il trattamento della Forsu prodotta nei comuni soci.

Considerato che:

i membri del nuovo CdA, sono stati scelti tra persone di comprovata esperienza tecnica, amministrativa, giuridica, finanziaria e manageriale, e gli stessi dedicheranno le loro energie e tutto il tempo necessario alla gestione efficiente della società nell’interesse precipuo della stessa, nella piena condivisione e nel rispetto dei nuovi indirizzi decisi dai soci sul futuro della stessa; è volontà unanime dei Soci la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali presenti nella Società, fatta salva la necessità di processi di riqualificazione e riconversione derivanti dalle modifiche dei processi produttivi;

I soci concordano coi membri del CdA le seguenti linee guida:

l’immediata partenza di uno “studio di fattibilità” per la realizzazione dell’impianto di trattamento a freddo anche avvalendosi di tecnici esterni alla società. Tale studio dovrà essere completato entro il 31 ottobre 2015.

Lo stesso dovrà essere basato sull’ipotesi di realizzazione dell’impianto in una area che dovrà essere contraddistinta solo da caratteri generali geomorfologici, geometrici e di accessibilità viaria.

Lo studio dovrà anche essere corredato di un piano economico-finanziario che riporti gli investimenti previsti ed ipotizzi costi e ricavi a regime.

È volontà reciproca e comune mettere in atto da subito tutte le forme di comunicazione, discussione e lavoro tra i membri del CdA e i Sindaci (o delegati) facenti parte del coordinamento provvisorio per il controllo analogo nello spirito della collaborazione e della condivisione degli obiettivi aziendali; Nelle more dei tempi necessari per la progettazione definitiva dell’impianto a freddo si arrivi ad una soluzione condivisa con il Comune di Busto per quanto riguarda possibili forme di utilizzo di porzioni dell’attuale area anche posteriormente al 2025 ovvero alla ricerca di altro sito per la realizzazione dell’impianto a freddo.

Comunque si proceda ad una rinegoziazione degli oneri previsti dal contratto di concessione del diritto di superficie a carico della Società stante la conclamata diversità tra gli impianti allora previsti nell’atto (doppia linea di incenerimento con revamping) e l’evoluzione della realtà anno per anno coi conseguenti minori impatti.

Si provveda al rinnovo dei contratti di servizio (comunque denominati) in modo che venga garantita alla società la quantità di rifiuti indifferenziati prodotta dal singolo Comune socio per evitare forme di fuga verso altri impianti.

Vengano effettuati gli interventi per mantenere in efficienza l’attuale impianto mirando in via prioritaria alla tutela della salute della cittadinanza confinante e dell’ambiente circostante nonché alla salvaguardia delle condizioni di lavoro delle maestranze.

Nell’eventualità che si debba ricorrere, in via transitoria o meno, ad impianti terzi per il trattamento della frazione indifferenziata sarà cura del CdA e del Coordinamento esercitare tutte le azioni per arrivare ad un costo omogeneo tra i soci conferitori a prescindere dalla dimensioni dei Comuni stessi.

I Comuni soci: Buscate – Canegrate – Cardano al C. – Castano Primo – Fagnano Olona – Magnago – Pogliano M.se – Rescaldina – San Giorgio s/L – San Vittore O. – Vanzaghello

Inceneritore addio, si volta pagina

Pubblichiamo il comunicato di Oreste Magni del Ecoistituto, della Valle del Ticino, uno dei protagonisti di questa bella battaglia ambientalista.

Trovato l’accordo: “Accam sarà chiuso”

Un’intesa tra Regione, Provincia di Varese e Comune di Busto Arsizio ha sancito la chiusura dell’inceneritore, primo caso in Lombardia dopo il piano di dismissione regionale. Per la bonifica serviranno 9 milioni di euro
immagine di separazione
E’ durato quasi due ore l’incontro tra i vertici della Regione, il comune di Busto Arsizio e la Provincia. Un summit attesissimo per delineare il futuro dell’inceneritore di Borsano e che ne ha decretato la morte. Gigi Farioli, Claudia Terzi (assessore all’ambiente), Luca Marsico (presidente della commissione ambiente) e Gunnar Vincenzi avrebbero trovato un accordo per “aggiornare gli accordi intrapresi a suo tempo per la realizzazione del revamping -si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro- essendo mutato lo scenario regionale dello smaltimento dei rifiuti nonché il quadro economico, finanziario e giuridico nel quale si trovano ad operare”.

In sostanza l’inceneritore sarà spento, l’impianto smantellato e il sito bonificato. Un accordo che concilia sia le posizioni dei numerosi sindaci che chiedevano la dismissione sia quelle del sindaco Gigi Farioli che per continuare a lasciare l’utilizzo dell’area presupponeva una continuità con l’attività di incenerimento. L’intesa, almeno sulla carta, potrebbe già contare sulla maggioranza degli azionisti della società. Sarà infatti il Consiglio di Amministrazione di Accam a dover formalizzare ufficialmente la dismissione dell’impianto in un’assemblea dei soci già convocata per il 2 marzo.

“Una volta conclusa l’assemblea -continua la nota- le parti si ritroveranno per un incontro che per l’occasione sarà allargato anche al Cda di Accam in modo da poter discutere delle iniziative concrete da intraprendere nell’immediato”. Azioni che, sostanzialmente, equivarranno all’inizio della bonifica dell’area. Secondo una prima valutazione serviranno tra gli 8 e i 9 milioni di euro per l’intervento che riceverà il supporto di Regione Lombardia. Accam sarà il primo degli inceneritori chiusi dopo l’avvio del piano di dismissione degli impianti deciso un anno fa


Oreste Magni
Ecoistituto della Valle del Ticino
Via San Rocco 48
20012 Cuggiono
cell +39 3483515371
sede +39 02974430
skype oreste.magni
http://www.ecoistitutoticino.org

VI Commissione ambiente in Regione parla dell’inceneritore ACCAM e delle alternative (quelle che ci interessano)

Commissione ambiente Regione Lombardia.
L’assenza dell’assessore Terzi e i ritardi della Regione.

10527384_872086282804921_8696650810583374136_n 

In mattinata di oggi 10 luglio presso il Pirellone si è tenuta la riunione della commissione ambiente, sul tema ACCAM Busto Arsizio, alla quale avrebbe dovuto partecipare l’assessore all’ambiente Claudia Terzi.
La riunione era stata richiesta dalla commissione la scorsa settimana al fine di approfondire “lo stato dell’arte” sulla vicenda decommissioning impianto di incenerimento.
L’incontro è invece iniziato con la lettura da parte del presidente la commissione Luca Marsico della lettera inviata dall’assessore che comunicava la propria assenza a seguito della situazione venutasi a creare con la presa di posizione dei dodici comuni dell’altomilanese che hanno sconfessato le modalità con le quali si è giunti la scorsa settimana alla sottoscrizione di un protocollo di intesa con la Regione da parte del comune di Busto Arsizio a nome dei comuni facenti parte di Accam, senza che di questo protocollo ne fossero informati.
Nella lettera l’assessore annunciava il congelamento di detto protocollo rimandandolo a un chiarimento tra i comuni.
Per quanto ci riguarda ci domandiamo come mai un documento di questo tipo che dovrebbe formalizzare il necessario accompagnamento da parte della Regione del processo di cambiamento in corso in ACCAM verso ipotesi alternative al revamping dell’inceneritore, come deliberato dall’assemblea dei comuni lo scorso aprile, che ricordiamo ha deciso, concordemente con la Regione, l’istituzione di un tavolo tecnico per individuare gli scenari conseguenti, le modalità operative del suo funzionamento e i tempi di presentazione degli stessi entro luglio, sia stato proposto solo con questo incomprensibile ritardo e sottoscritto con modalità non trasparenti.
Da parte nostra non possiamo ribadire che:
Il lavoro fin qui svolto dal tavolo tecnico che si è riunito per ben cinque volte, che inspiegabilmente non ha mai visto la presenza dei componenti indicati dalla Regione (Politecnico) deve essere reso noto almeno nella sede propria dell’assemblea dei comuni ACCAM come da accordi entro luglio.
L’inserimento tardivo di figure aggiuntive si configurerebbe ora come una sconfessione del lavoro fin qui svolto dal tavolo stesso a prescindere dai suoi risultati. Cosa pensiamo del tutto inaccettabile soprattutto per chi al tavolo ha fin’ora lavorato confidando peraltro nella presenza e collaborazione “inter pares” di membri che invece non si sono presentati.
In conclusione come associazioni e comitati ribadiamo che l’occasione che si presenta di superare tecnologie primitive come il bruciare rifiuti e orientarci verso il recupero spinto dei materiali è una occasione importantissima di innovazione che il nostro territorio, in coerenza con le sue migliori tradizioni del passato, deve saper cogliere in tutto il suo valore recuperando quello spirito pionieristico che lo ha contraddistinto. In questo superando visioni campanilistiche e di breve periodo ma sapendo guardare con coerenza e determinazione al futuro, come in questo campo ci chiede ufficialmente la stessa Unione Europea. NO quindi al REVAMPING – SI ALLA FABBRICA DEI MATERIALI!

GIOVEDI’ 3 luglio ore 9,30 – Palazzo Lombardia – Milano PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE

E intanto, mentre le amministrazioni fanno la melina, i Comitati si muovono…
GIOVEDI’ 3 luglio ore 9,30 – Palazzo Lombardia – Milano
PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE
Le alternative agli inceneritori ci sono. Non è più tempo di sprecare risorse. Scelte lungimiranti si impongono. Vantaggiose economicamente, sostenibili ambientalmente, generatrici di maggiore occupazione, non dannose per la salute. Questo presidio dei comitati e delle associazioni vuole sollecitare queste scelte. A partire dal nostro territorio con la dismissione definitiva dell’inceneritore di Busto Arsizio e la sua sostituzione con impianti di recupero dei materiali. Scelte che sosterremo anche nell’incontro chiesto all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi (e che non abbiamo ancora ottenuto).

 accam2

NOI CREDIAMO CHE NEL PROSSIMO FUTURO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA , IL RICICLO E IL RECUPERO SARANNO IL VERO CAMBIAMENTO E ABBIAMO FORTEMENTE SOSTENUTO L’AVVIO DI UN TAVOLO TECNICO SULLE ALTERNATIVE ALL’INCENERITORE.
PUNTARE OGGI SULL’INCENERIMENTO E’ UN DANNO ECONOMICO OLTRE CHE ECOLOGICO!
PERCHE’:
Costo e durata dell’ammortamento: un impianto di piccole dimensioni avrà difficoltà a mantenere le tariffe basse in regime di libero mercato (già oggi smaltire a Milano o Brescia costa il 30% in meno) inoltre per tutta la durata dell’ammortamento occorre garantire i flussi di rifiuti immessi, con alcune prevedibili conseguenze: – obbligare tutti i Comuni a firmare contratti di affidamento per quella durata (altrimenti questi stessi comuni, privi di obblighi, potrebbero rivolgersi in qualunque momento ad impianti di smaltimento più convenienti). – trovare nuovi sbocchi sul mercato dei rifiuti speciali o al di fuori del consorzio.

Valore come “patrimonio del territorio”: spesso si sente parlare dell’inceneritore come “patrimonio del territorio” Ma quale valore avrebbe per il territorio un impianto che fra X anni non servirà più per mancanza o comunque significativa riduzione dei rifiuti, e che dovra’ cercare rifiuti provenienti da altre Regioni o Nazioni per poter sopravvivere e guadagnare?

Impianti differenti costruiti da zero hanno ammortamenti più brevi oltre ad essere più in linea con le norme che l’Europa sta varando in tema di rifiuti e di sostenibilità ambientale. Ad esempio: – impianto di selezione tipo “fabbrica dei materiali” 15-20 milioni; Ammortamento in massimo 10 anni, flussi più facili da garantire e un maggior valore occupazionale (50-60 persone a fronte delle 30 attualmente impiegate in Accam).

Normative regionali ed europee: Le recenti disposizioni regionali e le indicazioni dell’Unione Europea puntano ad un progressivo spegnimento degli inceneritori a favore della riduzione dei rifiuti, del riciclo e del recupero. In particolare la giunta regionale disporrà entro un anno le linee guida per le dismissioni degli inceneritori in esubero rispetto alla autosufficienza regionale.

Tematiche ambientali: Ogni 3 tonnellate di rifiuti un inceneritore produce 1 tonnellata di scorie e ceneri pericolose da smaltire in discarica. Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponibile sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti con diametro inferiore ai 2,5 nanometri.
Questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento non rilevabile che desta allarme presso i cittadini , la comunità scientifica, e la sanita’

Segui anche su facebook: no-al-revamping-dell’inceneritore-di-busto-arsizio
Per info: noinceneritorebusto@gmail.com

Il 27 maggio a Busto Arsizio per dire no all’incenerimento e si alla fabbrica dei materiali

Il programma per martedì 27 Maggio sarà il seguente:

La conferenza con Paul Connett (***) e Enzo Favoino avverrà alle 18,30.

Si terrà nella sala più grande di Villa Tovaglieri (vicino a Piazza San Michele) circa 100 posti.

Possiamo ipotizzare che l’incontro durerà fino alle 20,30 quindi avremo modo di trasferirci davanti all’ACCAM con Connett per una conferenza stampa al volo.

A seguire, per chi lo desidera cena alla Cascina Burattana di Borsano con Connett

Chi intende esserci alla cena lo comunichi al più presto (cinque891@live.it).

Paou Connett è uno degli scienziati che hanno studiato approfonditamente gli effetti delle diossine prodotte dagli inceneritori.

paul-connett-september-2010-visit-sgb-emLaureato alla Cambridge University, ha conseguito un Ph.D. presso il Dartmouth College, professore alla St. Lawrence University dal 1983 al 2006 ed oggi professore Emerito. Si è impegnato sulle indagini scientifiche contro la pratica della fluorizzazione dell’acqua.

Connett si è opposto all’incenerimento come metodo di gestione dei rifiuti solidi urbani, basandosi sull’analisi chimica dei sottoprodotti del processo: la sua attività di attivista lo ha condotto a fare oltre 1700 presentazioni pubbliche in 49 Stati degli Stati Uniti, cinque province canadesi e in 44 altri paesi del mondo. Sul tema ha scritto molti articoli sulla diossina.

In Italia è presidente del comitato scientifico della commissione Rifiuti Zero di Capannori, primo comune in Italia ad adottare tale strategia di gestione del servizio.

Ecco la lettera inviata il 15 maggio 2014 dalie Associazioni ambientaliste sul tavolo tecnico e i tentativi di depistarli verso obiettivi contrari alle indicazioni dei Comuni del Consorzio.

Comitati e Associazioni firmatarie come in calce alla pagina

Spettabile REGIONE LOMBARDIA

Piazza Città di Lombardia 1, 20124 Milano

Alla cortese attenzione Gent.ma Dott.sa Claudia Terzi

Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile

Egr. Dott. Luca Marsico

Presidente della 6^ Commissione Ambiente e P. Civile

Egr. Dott. Dario Sciunnach

Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile

p.c. Spettabile ACCAM SpA

Via Strada Comunale di Arconate 121, 21052 Busto Arsizio (Va)

Alla cortese attenzione del Presidente Egr. Dott. Roberto Antonelli

dell’Amministratore Delegato

Egr. Dott. Giorgio Ghiringhelli

p.c. Spett.li Amministrazioni dei Comuni Soci di Accam SpA

Busto Arsizio, 16 maggio 2014

Oggetto: Richiesta di delucidazioni in merito all’incontro ristretto avvenuto presso gli uffici della Regione Lombardia in data 14/05/2014. Gent.ma Dott.ssa Claudia Terzi, Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile Regione Lombardia, i Comitati e le Associazioni firmatari della presente sono perplessi e sorpresi per le modalità con cui è stato organizzato e si è svolto l’incontro in oggetto, promosso dal Dott. Sciunnach. Risulta infatti che gli unici invitati a convenirvi siano stati i Dirigenti di Accam ed il Politecnico di Milano, escludendo di fatto non solo i Comuni Soci, ma anche gli altri tecnici ammessi al costituendo tavolo tecnico. Quanto accaduto ci ha stupito dato che il tema dell’incontro era “L’impostazione dei lavori del costituendo GDL”, e ancor di più ha stupito il fatto che, per quanto abbiamo potuto apprendere, il mandato che verrà dato al Politecnico di Milano non è vincolato allo studio di alternative al revamping, come era stato concordato con i Sindaci dei Comuni Soci durante la riunione in Accam (di cui si allega il verbale), ma sarà al contrario un mandato più ampio, che comprende ancora la possibilità di revamping, o magari di un revamping parziale, dell’impianto. Un mandato finalizzato al revamping (anche parziale) non solo sarebbe in evidente opposizione con gli indirizzi e le politiche della Regione Lombardia in tema di gestione dei rifiuti, ma costituirebbe senza dubbio un inutile spreco di risorse pubbliche, considerato che uno studio in questo senso, Le ricordiamo, è già stato commissionato, e ben pagato (160.000 Euro), da Accam alla Società Bain, studio che ha lasciato alquanto perplesse le Amministrazioni sui costi e sulla durata prevista di vita dell’impianto. Per questo i Sindaci soci hanno chiesto che venissero avviati degli studi di sistemi ALTERNATIVI che, nel succitato studio, non erano stati presi in considerazione. Negli ultimi mesi abbiamo potuto apprezzare la volontà del Consiglio Regionale che, con la Risoluzione n. 9 del 28 novembre 2013, ha chiaramente definito che esiste la problematica di una sovraccapacità di incenerimento in Lombardia (e stiamo parlando di previsioni a medio termine che parlano di 1.298.003 tonnellate annue di surplus di capacità impiantistica), e che si pone a tutela della salute dei cittadini attivandosi per contrastare la “rete nazionale degli inceneritori” (citata nel D.D.L. collegato alla Legge di stabilità). Si legge infatti nella risoluzione approvata: “l’amministrazione regionale deve predisporre tutte le opportune iniziative per evitare che il sistema infrastrutturale di termovalorizzazione e incenerimento lombardo diventi un terminale europeo per il trattamento finale dei rifiuti in competizione con altre piazze del centro-nord Europa, interessate a loro volta da un’analoga condizione di sovradimensionamento impiantistico”. Per questo abbiamo grandi aspettative da chi oggi sta amministrando la nostra Regione e ha la possibilità reale di cambiare lo “status quo” con iniziative a favore dell’ambiente e delle future generazioni, le quali giudicheranno il nostro operato di oggi. In attesa di un gentile e sollecito riscontro alle nostre richieste, Le porgiamo distinti saluti.

In Fede

I Comitati e le Associazioni di cui seguono le sottoscrizioni Comitato Inceneritore e Ambiente Borsano – Ecoistituto della Valle del Ticino – Rete Rifiuti Zero Lombardia – Salviamo il Paesaggio Inveruno Furato – Associazione InFormazione InMovimento di Legnano – Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese Canegrate – Associazione 5 Agosto 1991 di Buscate – Comitato No Terza Pista di Vanzaghello – Legambiente “Ticino” – Turbigo.

(Destinatario della risposta: Adriano Landoni referente/portavoce email: alandoni@alice.it)

Una lettera delle Associazioni ambientaliste sul futuro di ACCAM

Spettabile REGIONE LOMBARDIA Piazza Città di Lombardia 1, 20124 Milano

Alla cortese attenzione Gent.ma Dott.sa Claudia Terzi Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile

Egr. Dott. Luca Marsico Presidente della 6^ Commissione Ambiente e P. Civile

Spettabile ACCAM SpA Via Strada Comunale di Arconate 121, 21052 Busto Arsizio (Va)

Alla cortese attenzione del Presidente Egr. Dott. Roberto Antonelli

dell’Amministratore Delegato Egr. Dott. Giorgio Ghiringhelli

p.c. Spett.li Amministrazioni dei Comuni Soci di Accam SpA Busto Arsizio

05 maggio 2014

Oggetto: Lettera a sostegno della presenza della Scuola Agraria del Parco di Monza al tavolo tecnico di Accam.

Egregi tutti, i Comitati e le Associazioni firmatari della presente CONCORDANO con la proposta di Regione Lombardia, votata all’unanimità dall’assemblea dei Soci di Accam spa del 15 Aprile u.s., di formare un tavolo tecnico costituito da Enti, non a scopo di lucro e con provata esperienza nel settore della gestione dei rifiuti, al fine di trovare la miglior soluzione per la Salute e per l’Ambiente, garantendo gli attuali posti di lavoro e con il presupposto di crearne di nuovi a fronte della diversa tipologia di trattamento dei rifiuti. A tal proposito PENSIAMO che attualmente il miglior progetto realizzabile che possa salvaguardare Salute e Ambiente, con un costo pari alla metà del revamping (le cui previsioni sono di 42mln di euro) sia la realizzazione di un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti sul tipo de “La Fabbrica dei Materiali”, cioè un impianto che prevede l’applicazione di tecnologie per l’avvio a recupero ed a riciclaggio del rifiuto urbano residuo (ad es. raffinazione o estrusione) a seguito di un trattamento meccanico biologico già finalizzato al massimo recupero di materia. Un virtuoso obiettivo a ‘spreco zero’, attraverso un percorso mirato che preveda oltre alla raccolta differenziata e alla Tariffa Puntuale la minimizzazione del rifiuto non riciclabile inviato allo smaltimento in discarica o all’incenerimento. Per questa ragione SOSTENIAMO la partecipazione al tavolo tecnico Accam SpA della Scuola Agraria del Parco di Monza (Ente morale senza scopo di lucro istituito nel 1920 nel cui consiglio di amministrazione è presente anche Regione Lombardia), come già richiesto formalmente dai Comuni di Vanzaghello, Canegrate, Magnago e Buscate. Ricordando che l’Ente Scuola Agraria del Parco di Monza collabora con la Provincia di Reggio Emilia nell’attuazione del passaggio dall’ incenerimento al trattamento a freddo dei rifiuti e ha commesse a livello Europeo per l’introduzione e l’implementazione della raccolta differenziata, e visto che l’incenerimento è dannoso per la salute delle generazioni presenti e future e che la realizzazione di impianti con trattamento a freddo non è un’utopia ma un percorso e un sistema virtuoso, cogliamo occasione per informarVi che STIAMO organizzando una visita ad un impianto meccanico biologico in uso e funzionante da tempo, a cui, con la presente, Vi invitiamo formalmente insieme a tutti gli amministratori locali interessati a conoscere nuove e virtuose alternative per il trattamento dei rifiuti.

L’occasione è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.

In Fede I Comitati e le Associazioni di cui seguono le sottoscrizioni Comitato Inceneritore e Ambiente Borsano – Ecoistituto della Valle del Ticino – Medicina Democratica ‘Onlus’ – Rete Rifiuti Zero Lombardia – Salviamo il Paesaggio Inveruno Furato – Associazione InFormazione InMovimento di Legnano – Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese Canegrate – Associazione 5 Agosto 1991 di Buscate – Comitato No Terza Pista di Vanzaghello – Legambiente “Ticino” – Turbigo.

(Destinatario della risposta: Adriano Landoni referente/portavoce email: alandoni@alice.it

Associazioni ambientaliste in audizione in Regione per l’inceneritore ACCAM

100042accam-forze-5

Comunicato stampa 

I delegati di 9 associazioni ambientaliste che operano nei territori interessati dalla attività di incenerimento di Accam saranno ricevuti giovedì mattina in Regione presso la VI commissione (ambiente e Protezione Civile) alla presenza dell’assessore all’ambiente Claudia Terzi.

Saranno portate all’attenzione dei consiglieri e dell’assessore le istanze dei cittadini sulle problematiche gestionali, finanziarie e ambientali che il rinnovo della autorizzazione integrata ambientale comprensivo del progetto di revamping comporterebbe per il nostro territorio.
La Regione Lombardia e gli enti locali lombardi sono tra i primi ad aver iniziato il percorso verso la differenziazione dei rifiuti grazie alla spinta dal basso delle popolazioni a rischio, ma negli ultimi anni non ci sono stati progressi significativi tant’è che oggi altre Regioni hanno preso il suo posto in testa alla classifica. Questo rallentamento è, secondo noi, imputabile anche alla presenza di ben 13 inceneritori sul territorio lombardo (prima regione in Italia).
Infatti le componenti combustibili contenute nei rifiuti urbani necessari agli inceneritori sono principalmente costituite dai materiali cellulosici (carta/cartone/legno) e materiali plastici, rifiuti che possono invece essere avviati a recupero e riciclo.
Siamo convinti che oggi sono altre le alternative perseguibili e che la salute dei cittadini non può essere sempre relegata a una voce di secondaria importanza. Oggi sappiamo che dove le amministrazioni sono attente e coinvolgenti, e anche grazie all’applicazione della tariffazione puntuale (basata sul concetto di chi inquina paga), si possono ottenere riduzioni del 65% dei rifiuti residui e raccolte differenziate fino al 90%. A questo punto non avremmo più bisogno di un inceneritore che già oggi fatica a trovare i rifiuti da bruciare.
Per questi motivi chiederemo alla Regione di non autorizzare il progetto di revamping dell’inceneritore di Busto Arsizio e di definire tempistiche certe per il suo smantellamento e la successiva bonifica dei terreni.

In fede

Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano
Medicina democratica Onlus
Rete Rifiuti Zero Lombardia
Ecoistituto della Valle del Ticino
Associazione InFormazione in Movimento di Legnano
Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese e Canegrate
Salviamo il Paesaggio Inveruno Furato
Associazione 5 Agosto 1991 di Buscate
Comitato No Terza Pista di Vanzaghello