Buona la prima di “Mamma, vado via. In Mérica”. Critiche positive e successo di pubblico

Locandina_Mamma, vado viaPubblico attento e applausi finali. Una bella serata per parlare di un argomento “scottante” in modo non rituale o propagandistico.

Ecco l’introduzione fatta dal Presidente dell’Associazione.

La presentazione di questo cortometraggio cade in un momento drammatico per i fatti successi in Francia e dobbiamo dire due cose in merito.

E’ un fatto gravissimo al quale noi reagiamo con il ragionamento e non con lo sciacallaggio politico che purtroppo abbiamo visto in azione in queste ore.

Non dobbiamo assimilare l’emigrazione al terrorismo. Non lo facciamo perché sappiamo sulla nostra pelle cosa significa “emigrare”: negli Stati Uniti, in Brasile e Argentina e nel Sudamerica dove si è concentrata l’emigrazione italiana attualmente vi sono circa 64,15 milioni di discendenti di emigrati italiani. Praticamente c’è un’altra Italia fuori dall’Italia. Ed ancora in questi ultimi anni (a partire dal 2000) è ripresa una emigrazione di manodopera sopratutto specializzata (solo nel 2012 si calcola che 72.000 persone sono emigrate dall’Italia verso Germania e altri paesi del nord europa). Gli italiani residenti all’estero al 31 dicembre 2010 risultavano 4.115.235 (il 47,8% sono donne).

Quando qualcuno sostiene “Chiudiamo le frontiere all’emigrazione” non capisce che si sta dando la zappa sui piedi. E non possima credere che si possa trasformare il Mediterraneo in un grande cimitero solo per difendere le nostre coste (dal 1988 sono più di 22.000 gli emigranti morti in mare).

Poi c’è il problema della legalità, ma questo non è un problema “degli altri” , ma prima di tutto è un problema nostro, degli italiani. Di legalità ne abbiamo molto bisogno per sconfiggere la piaga nazionale della corruzione.

Sui “diritti civili” ricordo a quelli che parlano ad es. in difesa dei diritti delle donne nel mondo mussulmano, che in Italia è stato tolto solo nel 1981 il “delitto d’onore” che permetteva l’omicidio (sopratutto delle donne) con pene irrisorie.

Lo spirito che ci ispira deve essere quello del premier norvegese Stoltenberg che dopo la strage di Utoya del 2011 disse: “Reagiremo con più democrazia, più apertura e più diritti” non facciamoci prendere dal vortice dell’intolleranza, dell’odio che porta solo alla violenza.

Grande successo della serata per Emergency con lo spettacolo di Nora Picetti

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La serata è iniziata con una presentazione del lavoro di Emergency in Afganistan ed in particolare nel Centro di Maternità nella Valle del Panshir. Emergency porta i suoi ospedali e ambulatori di alta specializzazione nelle zone di guerra più martoriate del mondo e là dove ci sono pesanti situazioni sanitarie degli immigrati. Anche in Italia sono stati attivati due ambulatori medici di Emergency a Palermo e Marghera destinati agli emigranti e alle persone più povere della popolazione italiana che non possono accedere o hanno smesso di utilizzare il servizio sanitario nazionale. All’estero Emergency opera in Africa, in Asia e in sud America nelle zone colpite dalla guerra fornendo assistenza sanitaria di grande qualità a tutti coloro che ne hanno bisogno senza distinzione di credo politico o religioso. Un grande esempio di solidarietà attiva.

Foto di Antonio

Foto di Antonio

Nora Picetti ha poi messo in scena il suo collaudato spettacolo “Rosa, dalla paura all’America” che racconta la vicenda di una bambina abbandonata all’orfanotrofio di Milano ed adottata da una famiglia di Cuggiono. LA vicenda ripercorre tutta la vita di Rosa, del lavoro in filanda prima a Cuggiono poi a Cannobio, il suo matrimonio sfortunato con il violento Santino, l’emigrazione in America e la ricerca di un riscatto dalla miseria , dalla paura, dal bigottismo di una religione oppressiva fino alla sua emancipazione come donna.

Grande interpretazione di Nora che ha strappato sorrisi e lacrime a tutti.

L’Associazione 5 agosto 1991 è felice di aver contribuito nel suo piccolo alla realizzazione di questa serata che ha visto la partecipazione di moltissime persone (almeno 300) che hanno gremito il bel teatro Lirico di Magenta.