Una festa senza salamelle (solo salame in cantina)

Ambiente in festa è arrivata alla seconda edizione.

Piccolo bilancio.

I buscatesi amano discutere in piazza, davanti al caffè. Più che discussioni sono pettegolezzi. Se c’è il risvolto scabroso meglio, basta parlar male di quello che passa. Quando si può parlare liberamente dei problemi, per cercare soluzioni insieme, allora si preferisce stare a casa, si trovano mille scuse per non uscire di casa. Più che pigrizia è un radicato scetticismo ad inchiodare la partecipazione. Inutile dire che a molte forze politiche la cosa non dispiace, così possono facilmente gestire la “cosa pubblica” senza il “fastidio” della partecipazione. Il loro metodo è semplice e maledettamente “efficiente”: prima decidono e poi (forse, ma non è detto) informano i Cittadini. Per noi del 5 agosto 91, naturalmente, è l’esatto opposto: noi vorremmo discutere di tutto ed arrivare alle soluzioni insieme. Un metodo molto faticoso, ma indispensabile in qualsiasi processo di decisione che voglia definirsi democratico. Non ci piacciono quelli che arrivano già con (poche) idee preconfezionate in testa o quelli che non vogliono trovare soluzioni, ma solo creare nuovi problemi. Cerchiamo di lasciare fuori della porta lo scetticismo che una malattia devastante…

Parlavamo di cose così “spinose” ad Ambiente in festa? Certo. A Buscate , quando si parla di Cava, si tocca un argomento “spinoso”, ma che è indispensabile affrontare perché è una ferita aperta ed ancora molto lontana da una qualsiasi guarigione.

La Cava Campana ha appena iniziato (dicembre 2013) a scavare e già a Giugno 2016 scade la sua autorizzazione. A settembre di quest’anno scade il termine di spostamento degli impianti dall’area di proprietà del Comune di Buscate e invece gli impianti sono al loro posto di sempre senza che nessuno dica nulla. Tanto meno i nostri amministratori che , evidentemente, hanno già deciso sulla testa dei Cittadini e , potete contarci, per il “bene della comunità”. Invece di concentrarsi sul problema del “contenimento dell’attività di scavo”, i nostri amministratori pensano ad altro: vorrebbero fare un “parco urbano” a 1,6 Km dalla Piazza Baracca, nell’area dell’ex depuratore in Via Per Cuggiono (spendendo 200.000 € di denaro pubblico derivato -beffa delle beffe- dalla Convenzione con la Cava…).

Alla Malpensa (altro problema del nostro martoriato territorio) c’è chi pensa di fare un Parco intorno alla brughiera di Via Gaggio e chi invece ha in mente (ancora) una terza pista e un’area di capannoni. La Malpensa è “lontana” da Buscate e quindi possiamo fregarcene? Peccato che intanto l’accordo sulle nuove rotte di decollo ed atterraggio ci ha assegnato una quota notturna di aerei che sorvolano le nostre teste. Se non si capisce che i “problemi ambientali” sono territoriali, si finisce schiacciati.

Il nuovo Consiglio di amministrazione di ACCAM ha “scoperto” che ogni anno l’inceneritore perde 5 milioni di euro. Il Presidente, da buon imprenditore, ha consigliato di chiuderlo al più presto. Ci chiediamo che conti avessero in mano quelli del precedente CdA che continuava, imperterrito, ha voler spendere vagonate di milioni per ristrutturare l’inceneritore… La soluzione prospettata oggi da ACCAM è quella di portare i rifiuti all’inceneritore SILLA di A2A (Milano). Riteniamo possa essere SOLO una soluzione ponte in attesa della Fabbrica dei materiali che è l’unico vero obiettivo da perseguire.

Ecco qualche “piccolo” problema affrontato nella discussione di Ambiente in festa. Vi sembra poco ? Vi sembra una discussione “parziale”? Ci sono ben altri problemi da affrontare ? Forse si, forse no: noi abbiamo comunque cominciato a “macinare” qualcosa. Vi aspettiamo per un Vostro contributo. Ma ricordate…

Cercasi

 

 

Una intervista di Enzo Favoino sul Piano Inceneritori del Governo

Su “Agora” è apparsa il 10 agosto un’intervista (vedi qui integralmente) a Enzo Favoino ricercatore presso la Scuola Agraria di Monza che conosciamo dai tempi della lotta alla discarica a Buscate e che è stato il tecnico recentemente incaricato da alcuni Comuni dell’altomilanese (compreso Buscate) nella commissione tecnica che ha valutato le possibili alternative all’inceneritore ACCAM.

Nell’intervista si commenta il decreto applicativo dell’art.35 dello “sblocca-Italia” che “liberalizza” in mercato dei rifiuti e permette di trattarli in impianti oggi sotto-utilizzati o, nel caso dell’ACCAM di Busto, addirittura in smantellamento. Il risultato di questa scelta è duplice: disincentivare la raccolta differenziata e bruciare in Lombardia i rifiuti di mezza Italia.

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Ecco il giudizio di Enzo Favoino.

«Questa è una vera porcata», non usa mezzi termini Enzo Favoino – tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, un centro di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale in Italia ed Europa per lo sviluppo ed il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio, riduzione – per definire lo schema di decreto applicativo dell’art.35 dello “sblocca-Italia” costruito, secondo l’esponente del Comitato scientifico Rifiuti Zero, «in modo da valutare le “necessità di ulteriore capacità di incenerimento” nelle diverse aree».

«Ma soprattutto, – prosegue Favoino – non si prendono neanche in minima considerazione gli scenari incrementali di recupero materia attualmente in discussione a livello UE, nel corso del dibattito sulla “Economia Circolare”, e che con ogni probabilità porteranno ad un aumento degli obiettivi di recupero materia (70% rispetto all’attuale 50%, assunto dallo Schema di Decreto). Orbene, qualcuno ci dovrà spiegare come la cosa potrà coesistere con una situazione ad infrastrutturazione “pesante” mediante impianti che richiedono alimentazione con flussi di RUR garantiti per 20-30 anni. Lo stesso errore fatto negli anni ’90 dai Danesi, che tuttavia se ne sono accorti e non a caso hanno adottato una strategia nazionale di gestione delle risorse che prevede ora una “exit strategy” dall’incenerimento al grido di “ricicliamo di più, inceneriamo di meno”».

Un passo avanti verso la Fabbrica dei materiali al posto dell’inceneritore

Pubblichiamo il documento firmato da 11 Sindaci sul futuro di ACCAM e una proposta concreta per il superamento dell’Inceneritore e l’avvio della Fabbrica dei materiali.

E’ un passo avanti che salutiamo con favore.

 

Nel corso del 2014 è stato svolto, su mandato dell’assemblea dei soci, dai componenti del “tavolo tecnico” un importante lavoro di analisi tra varie possibilità di intervento sull’impianto di incenerimento; tra le 4 ipotesi finali l’assemblea dei Soci ha scelto quella contraddistinta dalla sigla B2 che consiste, brevemente, nei seguenti elementi:

– progressiva dismissione dell’impianto di incenerimento

– progettazione, realizzazione e messa in esercizio di impianto di trattamento a freddo

– sviluppo e messa in funzione di impianto per il trattamento della frazione umida Forsu.

Nell’ambito delle ipotesi emerse dal “tavolo tecnico” era sempre stata data per assodata la permanenza nell’attuale sito anche dell’impianto a freddo mentre successivamente è stata ribadita dal Comune di Busto Arsizio (proprietario di parte dell’area su cui insiste l’attuale sito) la volontà di ritornare in possesso dell’area non oltre il 2025; ad oggi la situazione dell’area di esercizio dell’impianto è determinata da un contratto di concessione del diritto di superficie (stipulato nel 2010) che è strettamente correlato in alcuni fondamentali aspetti ad un precedente contratto di locazione del 2007 che aveva come scadenza il 2019; il contratto in essere con la società che gestisce tecnicamente l’inceneritore (Europower spa) ha come scadenza naturale il gennaio 2021 salvo possibile risoluzione anticipata; la Regione Lombardia si è espressa più volte indicando l’eccesso di offerta oggi presente nel comparto dell’incenerimento e, di conseguenza, la necessità di arrivare alla chiusura degli impianti più obsoleti e meno efficienti anche collaborando tecnicamente e finanziariamente alle spese per il decommissioning e per la successiva bonifica; è in corso di approvazione da parte dei singoli Consigli Comunali la “Convenzione tra i soci ai fini del controllo analogo” mentre, nel frattempo, è stato costituito un organismo provvisorio (“coordinamento” ) composto da 7 Sindaci al fine di esercitare quanto previsto dalla Legge rispetto alle scelte societarie; in questi mesi è in corso una trattativa tra tre società del territorio che si occupano di raccolta rifiuti (Amga spa e partecipate, AMSC e AGESP) ed i rispettivi comuni soci per addivenire ad una forma di integrazione societaria nonché ad una messa a fattor comune degli asset con lo scopo finale di arrivare ad una nuova realtà (di fatto una Newco) che si occupi in maniera integrata del ciclo dei rifiuti in un ampio bacino territoriale; che prosegue il suo iter il progetto, ricadente nel territorio di Legnano, di un impianto di trattamento della Forsu oggi in capo alla società Amga spa;che dopo l’integrazione societaria citata sarà auspicabile una collaborazione (joint venture o simili) tra la Newco e Accam SpA anche per l’utilizzo congiunto delle possibilità offerte dall’impianto che sorgerà a Legnano per il trattamento della Forsu prodotta nei comuni soci.

Considerato che:

i membri del nuovo CdA, sono stati scelti tra persone di comprovata esperienza tecnica, amministrativa, giuridica, finanziaria e manageriale, e gli stessi dedicheranno le loro energie e tutto il tempo necessario alla gestione efficiente della società nell’interesse precipuo della stessa, nella piena condivisione e nel rispetto dei nuovi indirizzi decisi dai soci sul futuro della stessa; è volontà unanime dei Soci la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali presenti nella Società, fatta salva la necessità di processi di riqualificazione e riconversione derivanti dalle modifiche dei processi produttivi;

I soci concordano coi membri del CdA le seguenti linee guida:

l’immediata partenza di uno “studio di fattibilità” per la realizzazione dell’impianto di trattamento a freddo anche avvalendosi di tecnici esterni alla società. Tale studio dovrà essere completato entro il 31 ottobre 2015.

Lo stesso dovrà essere basato sull’ipotesi di realizzazione dell’impianto in una area che dovrà essere contraddistinta solo da caratteri generali geomorfologici, geometrici e di accessibilità viaria.

Lo studio dovrà anche essere corredato di un piano economico-finanziario che riporti gli investimenti previsti ed ipotizzi costi e ricavi a regime.

È volontà reciproca e comune mettere in atto da subito tutte le forme di comunicazione, discussione e lavoro tra i membri del CdA e i Sindaci (o delegati) facenti parte del coordinamento provvisorio per il controllo analogo nello spirito della collaborazione e della condivisione degli obiettivi aziendali; Nelle more dei tempi necessari per la progettazione definitiva dell’impianto a freddo si arrivi ad una soluzione condivisa con il Comune di Busto per quanto riguarda possibili forme di utilizzo di porzioni dell’attuale area anche posteriormente al 2025 ovvero alla ricerca di altro sito per la realizzazione dell’impianto a freddo.

Comunque si proceda ad una rinegoziazione degli oneri previsti dal contratto di concessione del diritto di superficie a carico della Società stante la conclamata diversità tra gli impianti allora previsti nell’atto (doppia linea di incenerimento con revamping) e l’evoluzione della realtà anno per anno coi conseguenti minori impatti.

Si provveda al rinnovo dei contratti di servizio (comunque denominati) in modo che venga garantita alla società la quantità di rifiuti indifferenziati prodotta dal singolo Comune socio per evitare forme di fuga verso altri impianti.

Vengano effettuati gli interventi per mantenere in efficienza l’attuale impianto mirando in via prioritaria alla tutela della salute della cittadinanza confinante e dell’ambiente circostante nonché alla salvaguardia delle condizioni di lavoro delle maestranze.

Nell’eventualità che si debba ricorrere, in via transitoria o meno, ad impianti terzi per il trattamento della frazione indifferenziata sarà cura del CdA e del Coordinamento esercitare tutte le azioni per arrivare ad un costo omogeneo tra i soci conferitori a prescindere dalla dimensioni dei Comuni stessi.

I Comuni soci: Buscate – Canegrate – Cardano al C. – Castano Primo – Fagnano Olona – Magnago – Pogliano M.se – Rescaldina – San Giorgio s/L – San Vittore O. – Vanzaghello

ACCAM una nuova fase si apre dopo la decisione di chiudere l’inceneritore

L’Assemblea dei Soci di ACCAM (che sono i rappresentanti dei 27 Comuni consorziati) si è espressa a maggioranza il 2 marzo per la chiusura dell’inceneritore e la proposta di fare un trattamento a freddo dei rifiuti che convenzionalmente è chiamato “fabbrica dei materiali”.

Tanto per ricordarci bene chi ha votato a favore dell’inceneritore e chi si è astenuto, pubblichiamo questo riepilogo. I Cittadini sapranno “premiare” gli amministratori che volevano andare sulla “cattiva strada”…

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La vicenda non è “conclusa” con la delibera dell’Assemblea. Ci sono già i “colpi di coda” degli irriducibili che volevano a tutti i costi continuare con l’incenerimento a partire Presidente del Consiglio di Amministrazione Roberto Antonelli che rilascia dichiarazioni ai giornali in contrasto con le indicazioni dell’Assemblea dei Soci. Sarebbe meglio che invece pensasse al futuro di ACCAM che potrebbe “cambiare pelle” e diventare un esempio di nuovi processi industriali per il trattamento dei materiali. Se non vuol seguire le indicazioni dei Soci non gli rimane che la strada delle dimissioni.

I problemi aperti li ha ben sintetizzati il Sindaco di Canegrate Roberto Colombo in un recente articolo:

– La continuità aziendale e il mantenimento dei livelli occupazionali;

– Un progetto tecnologicamente avanzato che abbia come riferimenti prioritari la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente;

– La riduzione della quantità complessiva di rifiuti residui (Rur) sviluppando la raccolta differenziata (raccolta puntuale);

– La ricerca di finanziamenti europei per la progettazione della fabbrica dei materiali così come la richiesta del supporto regionale per il decommissioning.

Buon lavoro quindi, una nuova fase è aperta.

Inceneritore addio, si volta pagina

Pubblichiamo il comunicato di Oreste Magni del Ecoistituto, della Valle del Ticino, uno dei protagonisti di questa bella battaglia ambientalista.

Trovato l’accordo: “Accam sarà chiuso”

Un’intesa tra Regione, Provincia di Varese e Comune di Busto Arsizio ha sancito la chiusura dell’inceneritore, primo caso in Lombardia dopo il piano di dismissione regionale. Per la bonifica serviranno 9 milioni di euro
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E’ durato quasi due ore l’incontro tra i vertici della Regione, il comune di Busto Arsizio e la Provincia. Un summit attesissimo per delineare il futuro dell’inceneritore di Borsano e che ne ha decretato la morte. Gigi Farioli, Claudia Terzi (assessore all’ambiente), Luca Marsico (presidente della commissione ambiente) e Gunnar Vincenzi avrebbero trovato un accordo per “aggiornare gli accordi intrapresi a suo tempo per la realizzazione del revamping -si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro- essendo mutato lo scenario regionale dello smaltimento dei rifiuti nonché il quadro economico, finanziario e giuridico nel quale si trovano ad operare”.

In sostanza l’inceneritore sarà spento, l’impianto smantellato e il sito bonificato. Un accordo che concilia sia le posizioni dei numerosi sindaci che chiedevano la dismissione sia quelle del sindaco Gigi Farioli che per continuare a lasciare l’utilizzo dell’area presupponeva una continuità con l’attività di incenerimento. L’intesa, almeno sulla carta, potrebbe già contare sulla maggioranza degli azionisti della società. Sarà infatti il Consiglio di Amministrazione di Accam a dover formalizzare ufficialmente la dismissione dell’impianto in un’assemblea dei soci già convocata per il 2 marzo.

“Una volta conclusa l’assemblea -continua la nota- le parti si ritroveranno per un incontro che per l’occasione sarà allargato anche al Cda di Accam in modo da poter discutere delle iniziative concrete da intraprendere nell’immediato”. Azioni che, sostanzialmente, equivarranno all’inizio della bonifica dell’area. Secondo una prima valutazione serviranno tra gli 8 e i 9 milioni di euro per l’intervento che riceverà il supporto di Regione Lombardia. Accam sarà il primo degli inceneritori chiusi dopo l’avvio del piano di dismissione degli impianti deciso un anno fa


Oreste Magni
Ecoistituto della Valle del Ticino
Via San Rocco 48
20012 Cuggiono
cell +39 3483515371
sede +39 02974430
skype oreste.magni
http://www.ecoistitutoticino.org

Manifestazione in Regione dei Comitati che vogliono una diversa polita dei rifiuti

I comitati ambientali del territorio oggi in Regione per dire che le alternative all’incenerimento ci sono e sono praticabili, economiche (per le amministrazioni ed i Cittadini) e fanno crescere l’occupazione.

Gruppo

Marsico

Nell’incontro nella Piazza del Palazzo Lombardia con il Presidente della VI Commissione Ecologia della Regione (Avv. Marsico) si è concordato un incontro con la Commissione per Giovedì 10 luglio con la presenza dell’Assessore Terzi..

Una lettera delle Associazioni ambientaliste sul futuro di ACCAM

Spettabile REGIONE LOMBARDIA Piazza Città di Lombardia 1, 20124 Milano

Alla cortese attenzione Gent.ma Dott.sa Claudia Terzi Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile

Egr. Dott. Luca Marsico Presidente della 6^ Commissione Ambiente e P. Civile

Spettabile ACCAM SpA Via Strada Comunale di Arconate 121, 21052 Busto Arsizio (Va)

Alla cortese attenzione del Presidente Egr. Dott. Roberto Antonelli

dell’Amministratore Delegato Egr. Dott. Giorgio Ghiringhelli

p.c. Spett.li Amministrazioni dei Comuni Soci di Accam SpA Busto Arsizio

05 maggio 2014

Oggetto: Lettera a sostegno della presenza della Scuola Agraria del Parco di Monza al tavolo tecnico di Accam.

Egregi tutti, i Comitati e le Associazioni firmatari della presente CONCORDANO con la proposta di Regione Lombardia, votata all’unanimità dall’assemblea dei Soci di Accam spa del 15 Aprile u.s., di formare un tavolo tecnico costituito da Enti, non a scopo di lucro e con provata esperienza nel settore della gestione dei rifiuti, al fine di trovare la miglior soluzione per la Salute e per l’Ambiente, garantendo gli attuali posti di lavoro e con il presupposto di crearne di nuovi a fronte della diversa tipologia di trattamento dei rifiuti. A tal proposito PENSIAMO che attualmente il miglior progetto realizzabile che possa salvaguardare Salute e Ambiente, con un costo pari alla metà del revamping (le cui previsioni sono di 42mln di euro) sia la realizzazione di un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti sul tipo de “La Fabbrica dei Materiali”, cioè un impianto che prevede l’applicazione di tecnologie per l’avvio a recupero ed a riciclaggio del rifiuto urbano residuo (ad es. raffinazione o estrusione) a seguito di un trattamento meccanico biologico già finalizzato al massimo recupero di materia. Un virtuoso obiettivo a ‘spreco zero’, attraverso un percorso mirato che preveda oltre alla raccolta differenziata e alla Tariffa Puntuale la minimizzazione del rifiuto non riciclabile inviato allo smaltimento in discarica o all’incenerimento. Per questa ragione SOSTENIAMO la partecipazione al tavolo tecnico Accam SpA della Scuola Agraria del Parco di Monza (Ente morale senza scopo di lucro istituito nel 1920 nel cui consiglio di amministrazione è presente anche Regione Lombardia), come già richiesto formalmente dai Comuni di Vanzaghello, Canegrate, Magnago e Buscate. Ricordando che l’Ente Scuola Agraria del Parco di Monza collabora con la Provincia di Reggio Emilia nell’attuazione del passaggio dall’ incenerimento al trattamento a freddo dei rifiuti e ha commesse a livello Europeo per l’introduzione e l’implementazione della raccolta differenziata, e visto che l’incenerimento è dannoso per la salute delle generazioni presenti e future e che la realizzazione di impianti con trattamento a freddo non è un’utopia ma un percorso e un sistema virtuoso, cogliamo occasione per informarVi che STIAMO organizzando una visita ad un impianto meccanico biologico in uso e funzionante da tempo, a cui, con la presente, Vi invitiamo formalmente insieme a tutti gli amministratori locali interessati a conoscere nuove e virtuose alternative per il trattamento dei rifiuti.

L’occasione è gradita per porgere i nostri più cordiali saluti.

In Fede I Comitati e le Associazioni di cui seguono le sottoscrizioni Comitato Inceneritore e Ambiente Borsano – Ecoistituto della Valle del Ticino – Medicina Democratica ‘Onlus’ – Rete Rifiuti Zero Lombardia – Salviamo il Paesaggio Inveruno Furato – Associazione InFormazione InMovimento di Legnano – Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese Canegrate – Associazione 5 Agosto 1991 di Buscate – Comitato No Terza Pista di Vanzaghello – Legambiente “Ticino” – Turbigo.

(Destinatario della risposta: Adriano Landoni referente/portavoce email: alandoni@alice.it

Audizione delle associazioni ambientaliste dell’Alto milanese con la VI Commissione Ambiente e Protezione Civile della Regione Lombardia.

 

Audizione delle associazioni ambientaliste dell’Alto milanese con la VI Commissione Ambiente e Protezione Civile della Regione Lombardia.

In data odierna (27/03/14) si è tenuto nel Palazzo della Regione in Piazza Duca d’Aosta a Milano una audizione delle nove Associazioni ambientaliste firmatarie della richiesta con la VI Commissione Ambiente e Protezione Civile della Regione Lombardia sul tema del progetto di revamping dell’Inceneritore ACCAM di Busto Arsizio.

Gli interventi preordinati davanti alla Commissione sono stati quelli di Claudia Cerini di Rifiuti Zero Regionale, Oreste Magni Ecoistituto della Valle del Ticino, Guglielmo Gaviani Associazione 5 agosto 1991 e per conto di Medicina Democratica ONLUS e Adriano Landoni del Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano.

Gli interventi hanno voluto portare un contributo positivo alla importante scelta che ha di fronte la Regione Lombardia per la gestione dei rifiuti nella logica di percorrere vie alternative, oggi praticabili, di trattamento a freddo della frazione indifferenziata evitando così di ricorrere all’incenerimento. Per altro questo orientamento è in linea con quanto già espresso in un atto del Consiglio Regionale del 03/12/13 avente per oggetto: RISOLUZIONE INERENTE AL PROGRAMMA REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI (PRGR). In particolare la Giunta viene impegnata da questa risoluzione votata all’unanimità “a definire, per quanto riguarda gli impianti di incenerimento, scenari e criteri di decommissioning, cioè di disattivazione progressiva degli impianti o delle singole linee di combustione, coerenti con la progressiva diminuzione di produzione del rifiuto urbano residuo regionale. I criteri saranno definiti in modo da favorire la disattivazione degli impianti meno efficienti sotto il profilo ambientale, in coerenza con le direttive europee in materia di rifiuti, risparmio energetico e protezione dell’ambiente, garantendo in ogni caso l’applicazione dei piani manutentivi già programmati”

i delegati delle associazioni e il presidente vi commissione regione 2-1

Le Associazioni hanno espresso la loro contrarietà alla concessione di una nuova autorizzazione che preveda il revamping per il sostanziale non rispetto delle prescrizioni sul contenimento delle emissioni previste sul rilascio della precedente autorizzazioni così che oggi l’impianto viene esercito (da novembre 2012) senza il rispetto del limite alle emissioni per gli ossidi di azoto (i dati disponibili indicano medie giornaliere tra i 90-110 mg/Nmc) previsto dalla AIA in fase di rinnovo nonché da atti regionali che risalgono al 2001.

Non sfugge il fatto che la scelta del revamping oggi dell’impianto confliggerebbe con una politica della raccolta differenziata che verrebbe “rallentata” dalla necessità dell’alimentazione dell’inceneritore ed i vantaggi di un impianto di teleriscaldamento verrebbero vanificati dai costi che dovrebbero sostenere i Comuni e i privati che volessero usufruirne. La necessità della costruzione di una centrale termica ausiliaria (per far fronte al teleriscaldamento nei momenti di fermata programmata dell’inceneritore) dovrebbero comunque avere una nuova autorizzazione ricadendo l’impianto nell’area del Sempione.

Il Presidente della Commissione ha sottolineato la volontà regionale del superamento dell’autosufficienza dei bacini provinciali e ha comunicato che trasmetterà all’Assessore le osservazioni fatte dalle Associazioni ambientaliste nel corso dell’Audizione. Martedì 01/04/14 l’Assessore ha programmato un incontro nel quale saranno presenti oltre a ACCAM ed alcuni Sindaci, anche il Presidente della Commissione VI che presenterà in quella sede le osservazioni presentate.

Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente di Borsano


Medicina democratica Onlus


Rete Rifiuti Zero Lombardia


Ecoistituto della Valle del Ticino


Associazione InFormazione in Movimento di Legnano


Salviamo il Paesaggio Legnano Villa Cortese e Canegrate


Salviamo il Paesaggio Inveruno Furato


Associazione 5 Agosto 1991 di Buscate
Comitato

No Terza Pista di Vanzaghello

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Commento e avanzamento lavori. Il Presidente dell’Associazione 5 agosto 1991 ha inviato la seguente mail ai Capigruppo del Consiglio comunale e al Sindaco.

Si trasmette il Comunicato in oggetto sottolineando la necessità che anche il Comune di Buscate faccia sentire la sua voce con gli altri Comuni “critici” sul progetto di revamping.
A tale proposito il Presidente della VI Commissione ha anticipato che una importante riunione si svolgerà Martedì 01/04/14 promossa dall’Assessore all’ecologia Claudia Terzi e che vede invitati ACCAM e solo alcuni Comuni (Busto e Legnano). Sappiamo che altri Comuni del territorio (Vanzaghello e Magnago) hanno chiesto di poter partecipare a questa riunione.
E’ un momento delicato per le decisioni e quindi vi chiediamo la massima attenzione e coesione con le altre amministrazioni dato che il Comune di Buscate detiene una quota azionaria minima.
Un saluto e rimaniamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento.