A volte ritornano. SOLTER ci riprova

Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto una convocazione per il 23 giugno per una nuova Conferenza dei Servizi, indetta dal Direttore settore Rifiuti della Città Metropolitana Dott. Luciano Schiavone, per la valutazione del “Progetto di gestione produttiva di rifiuti non pericolosi” presentato da SOLTER per la cava di Casorezzo.

Il 12 aprile scorso c’era già stata una Conferenza di servizi sullo stesso argomento, sempre organizzata con le stesse modalità, nella quale tutti gli enti invitati si erano espressi contro il progetto. Al termine di quella Conferenza, i convenuti avevano concordato di inviare a Città Metropolitana un un parere di rigetto del progetto SOLTER.

Ci aspettavamo quindi che Città Metropolitana adottasse semplicemente questo parere tecnico con un atto politico. Ma evidentemente questo non è avvenuto e ci chiediamo perché.

Inutile dire che questa riapertura della Conferenza dei Servizi è uno “schiaffo” alle tante associazioni che si oppongono al progetto, alle Amministrazione dei due Comuni interessati, ai 50 Sindaci del territorio dell’Altomilanese e dell’Abbiatense che hanno espresso un parere contrario al progetto e non ultimi ai Cittadini di questo territorio che si vedono minacciati da un progetto che peggiora la qualità dell’ambiente.

Depuratore di Sant’Antonino inquina ancora

Riportiamo una parte del verbale di una riunione tenutasi l’11 maggio a Turbigo per fare il punto sulla situazione del depuratore di Sant’Antonino che com’è noto scarica in Ticino.

Tavolo di Lavoro al Depuratore Riunione dell’11 maggio 2017

1. Presenti per il Comune di Turbigo Christian Garavaglia Fabrizio Allevi Francesco Gritta Luigi Caroli

2. Analisi ARPA Dalla relazione ARPA risulta che attualmente, all’uscita dal depuratore, sono fuori parametro:

– Azoto – Fosforo

– Escherichia coli

– Solidi sospesi

Nei primi giorni di aprile il depuratore è stato bloccato per fare della manutenzione straordinaria, programmata da tempo. I gestori del depuratore si aspettavano che Città Metropolitana concedesse una deroga per questo periodo, ma ciò non è avvenuto.

3. Interventi previsti Da programma, dovevano essere realizzati i seguenti interventi sull’impianto:

– manufatto di sfioro all’ingresso del depuratore

– nuove griglie e nuove sabbiature a valle del manufatto di sfioro

– nuova lavorazione per la disinfezione delle acque

– installazione di 5 turbosoffianti

– Sistema AMONIT1

– Misuratore portata in ingresso al depuratore

– Il sistema che monitora la gestione dell’azoto attraverso controlli biologicamente avanzati sulle vasche di depurazione

3.1 Cifre Globali. Gli interventi al depuratore di Sant’Antonino sono costati circa 6 milioni di euro. I lavori sono all’85% (stando a chi gestisce il depuratore). Sostengono di finire i lavori entro giugno.

Il recupero della Cava, una grande opportunità per Buscate

Nessuno a Buscate, anche nei momenti di più dura lotta contro la discarica, ha mai sostenuto che la Cava di ghiaia dovesse essere chiusa. Anche se , spero che nessuno (nemmeno la proprietà) abbia la pretesa di dire che questa attività produttiva sia “eterna”.

Quello che hanno sostenuto tanti Cittadini e tanti amministratori negli ultimi 25 anni è un’altra cosa: che bisogna iniziare il recupero ambientare della Cava.

Avendo avuto alcuni amministratori (Carlo Fraschina & Co) la lungimiranza di barattare oneri di urbanizzazione con terra dentro il perimetro della Cava, oggi il Comune di Buscate ha il grandissimo vantaggio di essere proprietario di una vasta area (oltre 75.000 mq) che è quella, per intenderci, dove sono posizionati gli impianti di vagliatura, gli uffici e le vasche di decantazione dei limi. Altri amministratori, sempre lungimiranti, (Marina Pisoni & Co) hanno sottoscritto una Convenzione con la Cava Campana che aveva un punto qualificante: lo spostamento degli impianti (in tempi definiti e precisamente entro il 27/02/2018) per poter iniziare la bonifica ed il recupero di quella parte di cava che è di proprietà comunale. Come prevede l’autorizzazione allo scavo, a questa porzione di Cava sarà aggiunta l’area del Bosco Quadro (altri 27.400 mq) al termine dell’attività di sfruttamento di quest’area. Il Comune di Buscate avrà quindi la splendida opportunità di avere a disposizione un’area di proprietà pubblica di oltre 100.000 mq e di grande valore ambientale.

Ora ci aspettiamo che altrettanto lungimiranti amministratori non buttino via questo idea che è stata la stella polare di tanti Cittadini e amministratori per 25 anni per un piatto di lenticchie.

Qualità dell’aria secondo il Rapporto ISPRA 2016

E’ uscito l’annuario 2016 sui dati ambientali a cura dell’ISPRA.

Numerosi e significativi sono i segnali di miglioramento della qualità dell’aria presenti in Europa e in Italia: le emissioni dei principali inquinanti continuano infatti a diminuire, così come i livelli atmosferici mostrano trend decrescenti. Questi segnali positivi sono però insufficienti e la situazione della qualità dell’aria permane critica: per il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico in particolare si continuano a registrare livelli elevati, che troppo spesso superano gli standard normativi in aree molto vaste. Nel quadro europeo, l’Italia con il bacino padano, rappresenta una delle aree di maggior criticità.
Dall’analisi delle proiezioni delle emissioni nazionali di gas serra al 2030, considerando sia lo scenario basato sull’adozione di misure addizionali sia lo scenario a politiche correnti, le emissioni di gas serra totali (a esclusione del LULUCF) stimate per il 2020, si riducono rispettivamente del 23,8% e del 26,6%, rispetto al 2005.

Se vuoi leggere l’intero documento, vai a questo indirizzo:

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/ricapitolandoambiente2016_r.pdf

Cosa vuol fare Buscate per il futuro della sua Cava ?

Si parla (finalmente) del nuovo Piano Cave e anche Buscate con la sua Cava di ghiaia è interessato. Scopriamo dalla delibera di Giunta (n.112 del 27/10/16) nella quale di esprime il parere alla Città Metropolitana in merito al nuovo piano, che ci sono gravi problemi economici della società che gestisce la Cava e debiti per il mancato versamento da parte della stessa azienda di quanto stabilito nella Convenzione con il Comune di Buscate. Affitto per le aree occupate dagli impianti, diritti di escavazione e contributi per la piantumazione prescritta sono le voci principali di questo debito che è destinato ad aumentare vista anche la situazione di profonda crisi in cui versa in settore della Cave. La Cava Campana ha chiesto ed ottenuto di ratealizzare i debiti, ma poi non ha pagato lo stesso.

Che fare , dunque ? Il Comune deve muoversi e velocemente per evitare il peggio. Il peggio lo sappiamo è la trasformazione della cava di ghiaia in una enorme discarica magari di rifiuti speciali come sta avvenendo a Casorezzo. E non si venga a dire che noi a Buscate siamo sotto l’ombrello del Parco del Ticino, perché, con i chiari di luna della nuova legge sui Parchi in discussione in Parlamento, c’è poco da stare tranquilli.

La situazione più in generale dell’attuazione del vecchio Piano decennale cave della Provincia di Milano, scaduto a Giugno di quest’anno, è molto semplice: è stato scavato appena il 26% di quanto previsto ed autorizzato. Quindi, almeno dal punto di vista della “programmazione”, si capisce perfettamente che quel Piano è stato costruito sulle aspettative dei cavatori che sono andate miseramente deluse. Ora però con il nuovo Piano Cave non possiamo più fare lo stesso errore: occorre ridimensionare drasticamente le aree soggette a scavo puntando da un lato sul recupero dei materiali (come avviene nel resto d’Europa) e dall’altro al recupero ambientale dei siti dismessi.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l'area della Fase 1 e a sud l'area del Bosco Quadro nella Fase 2.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l’area della Fase 1 e a sud l’area del Bosco Quadro nella Fase 2. Di fianco sulla sinistra dell’Area 2 c’è la zona dove oggi sono posizionati gli impianti di vagliatura (circa 72.000 mq). Quest’area è di proprietà del Comune di Buscate secondo la Convenzione sottoscritta dalle parti  doveva già essere “liberata” da tempo, ma la Giunta di Marina Pisoni ha concesso una proroga di 2 anni (Delibera di Giunta comunale n. 35 del 17/03/2016).

 

E’ possibile che un intero territorio si ribelli a decisioni calate dall’alto ?

Ecco la richiesta ai Comuni dell’Altomilanese e del Magentino-Abbiatense per il sostegno al ricorso che sarà presentato da Salviamo il paesaggio e altre associazioni ambientaliste del territorio (compreso il 5 agosto 1991 di Buscate) contro la decisione di Citta Metropolitana di autorizzare sia una nuova attività estrattiva che una discarica di rifiuti speciali presso le Cave di Casorezzo – Busto Garolfo.

Lettera Sindaci Aree Omogenee_Page_1

Lettera Sindaci Aree Omogenee_Page_2

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Autorizzati gli spostamenti degli impianti di Cava Campana

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Commento. Si attendeva da due anni l’esito di questa pratica edilizia (n^1007/2014) e finalmente in data 27 giugno 2016 l’iter si è concluso.

La Convenzione tra Comune e Cava Campana prevedeva all’Art. 4 quanto segue:

d) Il Comune concede alla Ditta la proroga di un anno e sei mesi, a partire dalla data di rilascio del permesso di costruire i nuovi impianti, per l’utilizzo degli attuali impianti di lavorazione degli inerti ubicati sulle aree di proprietà comunale di cui al mappale n.51 del Fg.3. La ditta si impegna ha presentare la richiesta per il permesso di costruire entro due mesi dall’autorizzazione allo scavo. Alla scadenza dell’anno e sei mesi di proroga, la Ditta si impegna a smantellare gli impianti e a restituire l’area secondo quanto previsto dal progetto di ripristino ambientale di cui al punto g. delle premesse della presente convenzione entro e non oltre due mesi dal temine della proroga. La ditta corrisponderà un canone annuo (anche per frazioni di anno) pari ad 15.000,00 €.
e) Il Comune concede alla Ditta l’utilizzo delle vasche di decantazione per la chiarificazione delle acque di lavaggio degli inerti, ubicate nel Fg.3 mappale 51, per un periodo di anni 3 dalla data di autorizzazione allo scavo del progetto di cui al punto g delle premesse alla presente convenzione. Successivamente a tale periodo l’area della vasche sarà restituita al Comune interamente recuperata come da progetto autorizzato. La ditta corrisponderà un canone annuo (anche per frazioni di anno) pari ad 5.000,00 € a partire dalla data in cui verrà consegnata al Comune l’area attualmente occupata dagli impianti. La ditta, a propria cura e spese, si impegna a porre in sicurezza le tubazioni di scarico delle vasche che attraversano l’area di proprietà del comune.

La Giunta comunale in precedenza aveva concesso con Delibera n.35 del 17/03/2016  una proroga inizio lavori spostamento impianti per un periodo di 2 anni, subordinato:

a. alla presentazione da parte della società CAVA CAMPANA S.r.l. di tutta la documentazione necessaria, così come richiesta dall’Area Pianificazione Urbanistica ed edilizia, al fine di poter concludere il procedimento istruttorio relativo alla richiesta di permesso di costruire per lo spostamento degli impianti entro e non oltre 15 giorni dalla data di trasmissione alla società della presente deliberazione;

b. all’impegno della società CAVA CAMPANA S.r.l. ad adempiere a quanto necessario per l’emissione e la notifica del Permesso di Costruire per lo spostamento degli impianti (documentazione utile, versamento contributo di costruzione quest’ultimo anche in forma rateizzata);

c. alla presentazione da parte della società CAVA CAMPANA S.r.l. di nuovo schema convenzionale coerente con la decisione proposta, entro 30 giorni dalla data di trasmissione alla società della presente deliberazione, schema che dovrà essere valutato ed approvato dal Consiglio Comunale. Lo schema convenzionale dovrà prevedere specifica polizza fideiussoria a favore dell’ente a garanzia del rispetto nei termini degli impegni accordi a carico del della società CAVA CAMPANA S.r.l; d. alla sottoscrizione della convenzione integrativa / modificativa entro e non oltre 2 mesi dalla data di approvazione in Consiglio Comunale dello schema medesimo; 2. di demandare al Responsabile Area Pianificazione Urbanistica ed al Responsabile Area Lavori Pubblici e Manutenzioni, ciascuno per gli ambiti di competenza, gli adempimenti conseguenti ivi compreso la valutazione dello schema di convenzione integrativo / modificativo ivi compresa la trasmissione della presente Deliberazione alla Città Metropolitana area tutela e valorizzazione ambientale settore risorse idriche ed attività estrattive.

Risultato finale di questa operazione è che la effettiva disponibilità dell’area di proprietà comunale è rinviata di tre anni e 6 mesi (fino al 17 settembre 2018). Inutile dire che questa è una data tutt’altro che “certa”. La ciliegina sulla torta è senz’altro il punto c) della delibera n.35 che prevede che sia la Cava Campana a presentare un nuovo schema di convenzione “coerente con la decisione proposta”. In ogni caso ci dovrà essere un passaggio in Consiglio comunale visto che si tratta di una Convenzione.

Assemblea dei Soci

Giovedì 21 aprile alle ore 21

in Via Madonna del Carmine, 15

Assemblea dei Soci

Ordine del giorno:

1) modifica convenzione Cava;

2) rinnovo cariche sociali

3) varie ed eventuali

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