Qualità dell’aria secondo il Rapporto ISPRA 2016

E’ uscito l’annuario 2016 sui dati ambientali a cura dell’ISPRA.

Numerosi e significativi sono i segnali di miglioramento della qualità dell’aria presenti in Europa e in Italia: le emissioni dei principali inquinanti continuano infatti a diminuire, così come i livelli atmosferici mostrano trend decrescenti. Questi segnali positivi sono però insufficienti e la situazione della qualità dell’aria permane critica: per il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico in particolare si continuano a registrare livelli elevati, che troppo spesso superano gli standard normativi in aree molto vaste. Nel quadro europeo, l’Italia con il bacino padano, rappresenta una delle aree di maggior criticità.
Dall’analisi delle proiezioni delle emissioni nazionali di gas serra al 2030, considerando sia lo scenario basato sull’adozione di misure addizionali sia lo scenario a politiche correnti, le emissioni di gas serra totali (a esclusione del LULUCF) stimate per il 2020, si riducono rispettivamente del 23,8% e del 26,6%, rispetto al 2005.

Se vuoi leggere l’intero documento, vai a questo indirizzo:

http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/statoambiente/ricapitolandoambiente2016_r.pdf

Cosa vuol fare Buscate per il futuro della sua Cava ?

Si parla (finalmente) del nuovo Piano Cave e anche Buscate con la sua Cava di ghiaia è interessato. Scopriamo dalla delibera di Giunta (n.112 del 27/10/16) nella quale di esprime il parere alla Città Metropolitana in merito al nuovo piano, che ci sono gravi problemi economici della società che gestisce la Cava e debiti per il mancato versamento da parte della stessa azienda di quanto stabilito nella Convenzione con il Comune di Buscate. Affitto per le aree occupate dagli impianti, diritti di escavazione e contributi per la piantumazione prescritta sono le voci principali di questo debito che è destinato ad aumentare vista anche la situazione di profonda crisi in cui versa in settore della Cave. La Cava Campana ha chiesto ed ottenuto di ratealizzare i debiti, ma poi non ha pagato lo stesso.

Che fare , dunque ? Il Comune deve muoversi e velocemente per evitare il peggio. Il peggio lo sappiamo è la trasformazione della cava di ghiaia in una enorme discarica magari di rifiuti speciali come sta avvenendo a Casorezzo. E non si venga a dire che noi a Buscate siamo sotto l’ombrello del Parco del Ticino, perché, con i chiari di luna della nuova legge sui Parchi in discussione in Parlamento, c’è poco da stare tranquilli.

La situazione più in generale dell’attuazione del vecchio Piano decennale cave della Provincia di Milano, scaduto a Giugno di quest’anno, è molto semplice: è stato scavato appena il 26% di quanto previsto ed autorizzato. Quindi, almeno dal punto di vista della “programmazione”, si capisce perfettamente che quel Piano è stato costruito sulle aspettative dei cavatori che sono andate miseramente deluse. Ora però con il nuovo Piano Cave non possiamo più fare lo stesso errore: occorre ridimensionare drasticamente le aree soggette a scavo puntando da un lato sul recupero dei materiali (come avviene nel resto d’Europa) e dall’altro al recupero ambientale dei siti dismessi.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l'area della Fase 1 e a sud l'area del Bosco Quadro nella Fase 2.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l’area della Fase 1 e a sud l’area del Bosco Quadro nella Fase 2. Di fianco sulla sinistra dell’Area 2 c’è la zona dove oggi sono posizionati gli impianti di vagliatura (circa 72.000 mq). Quest’area è di proprietà del Comune di Buscate secondo la Convenzione sottoscritta dalle parti  doveva già essere “liberata” da tempo, ma la Giunta di Marina Pisoni ha concesso una proroga di 2 anni (Delibera di Giunta comunale n. 35 del 17/03/2016).

 

E’ possibile che un intero territorio si ribelli a decisioni calate dall’alto ?

Ecco la richiesta ai Comuni dell’Altomilanese e del Magentino-Abbiatense per il sostegno al ricorso che sarà presentato da Salviamo il paesaggio e altre associazioni ambientaliste del territorio (compreso il 5 agosto 1991 di Buscate) contro la decisione di Citta Metropolitana di autorizzare sia una nuova attività estrattiva che una discarica di rifiuti speciali presso le Cave di Casorezzo – Busto Garolfo.

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Autorizzati gli spostamenti degli impianti di Cava Campana

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Commento. Si attendeva da due anni l’esito di questa pratica edilizia (n^1007/2014) e finalmente in data 27 giugno 2016 l’iter si è concluso.

La Convenzione tra Comune e Cava Campana prevedeva all’Art. 4 quanto segue:

d) Il Comune concede alla Ditta la proroga di un anno e sei mesi, a partire dalla data di rilascio del permesso di costruire i nuovi impianti, per l’utilizzo degli attuali impianti di lavorazione degli inerti ubicati sulle aree di proprietà comunale di cui al mappale n.51 del Fg.3. La ditta si impegna ha presentare la richiesta per il permesso di costruire entro due mesi dall’autorizzazione allo scavo. Alla scadenza dell’anno e sei mesi di proroga, la Ditta si impegna a smantellare gli impianti e a restituire l’area secondo quanto previsto dal progetto di ripristino ambientale di cui al punto g. delle premesse della presente convenzione entro e non oltre due mesi dal temine della proroga. La ditta corrisponderà un canone annuo (anche per frazioni di anno) pari ad 15.000,00 €.
e) Il Comune concede alla Ditta l’utilizzo delle vasche di decantazione per la chiarificazione delle acque di lavaggio degli inerti, ubicate nel Fg.3 mappale 51, per un periodo di anni 3 dalla data di autorizzazione allo scavo del progetto di cui al punto g delle premesse alla presente convenzione. Successivamente a tale periodo l’area della vasche sarà restituita al Comune interamente recuperata come da progetto autorizzato. La ditta corrisponderà un canone annuo (anche per frazioni di anno) pari ad 5.000,00 € a partire dalla data in cui verrà consegnata al Comune l’area attualmente occupata dagli impianti. La ditta, a propria cura e spese, si impegna a porre in sicurezza le tubazioni di scarico delle vasche che attraversano l’area di proprietà del comune.

La Giunta comunale in precedenza aveva concesso con Delibera n.35 del 17/03/2016  una proroga inizio lavori spostamento impianti per un periodo di 2 anni, subordinato:

a. alla presentazione da parte della società CAVA CAMPANA S.r.l. di tutta la documentazione necessaria, così come richiesta dall’Area Pianificazione Urbanistica ed edilizia, al fine di poter concludere il procedimento istruttorio relativo alla richiesta di permesso di costruire per lo spostamento degli impianti entro e non oltre 15 giorni dalla data di trasmissione alla società della presente deliberazione;

b. all’impegno della società CAVA CAMPANA S.r.l. ad adempiere a quanto necessario per l’emissione e la notifica del Permesso di Costruire per lo spostamento degli impianti (documentazione utile, versamento contributo di costruzione quest’ultimo anche in forma rateizzata);

c. alla presentazione da parte della società CAVA CAMPANA S.r.l. di nuovo schema convenzionale coerente con la decisione proposta, entro 30 giorni dalla data di trasmissione alla società della presente deliberazione, schema che dovrà essere valutato ed approvato dal Consiglio Comunale. Lo schema convenzionale dovrà prevedere specifica polizza fideiussoria a favore dell’ente a garanzia del rispetto nei termini degli impegni accordi a carico del della società CAVA CAMPANA S.r.l; d. alla sottoscrizione della convenzione integrativa / modificativa entro e non oltre 2 mesi dalla data di approvazione in Consiglio Comunale dello schema medesimo; 2. di demandare al Responsabile Area Pianificazione Urbanistica ed al Responsabile Area Lavori Pubblici e Manutenzioni, ciascuno per gli ambiti di competenza, gli adempimenti conseguenti ivi compreso la valutazione dello schema di convenzione integrativo / modificativo ivi compresa la trasmissione della presente Deliberazione alla Città Metropolitana area tutela e valorizzazione ambientale settore risorse idriche ed attività estrattive.

Risultato finale di questa operazione è che la effettiva disponibilità dell’area di proprietà comunale è rinviata di tre anni e 6 mesi (fino al 17 settembre 2018). Inutile dire che questa è una data tutt’altro che “certa”. La ciliegina sulla torta è senz’altro il punto c) della delibera n.35 che prevede che sia la Cava Campana a presentare un nuovo schema di convenzione “coerente con la decisione proposta”. In ogni caso ci dovrà essere un passaggio in Consiglio comunale visto che si tratta di una Convenzione.

Assemblea dei Soci

Giovedì 21 aprile alle ore 21

in Via Madonna del Carmine, 15

Assemblea dei Soci

Ordine del giorno:

1) modifica convenzione Cava;

2) rinnovo cariche sociali

3) varie ed eventuali

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La Città Metropolitana decide su cava e discarica di Casorezzo-Busto Garolfo

Nota a margine alla “conferenza dei servizi” di oggi c/o la Città Metropolitana sulla richiesta di “coltivazione” di una Cava e di una discarica di rifiuti speciali avanzata dalla Società SOLTER per la cava di Casorezzo- Busto Garolfo.
Partiamo dalla definizione: la conferenza di servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione amministrativa dell’attività della pubblica amministrazione. L’intento è apprezzabile e chi ha a che fare con una autorizzazione qualsiasi della pubblica amministrazione non può che apprezzare l’idea e la sua finalità. Quando però ci si trova in uno di questi “meccanismi” escogitati dalla politica per semplificare le procedure che la politica stessa ha reso complicate (a volte anche incomprensibili ai più) , si trova di fronte ad un “muro” di istituzioni che ragionano tutte in un certo modo ed escludono a priori il rapporto con i Cittadini. Certo le istituzioni locali (Comuni) sono presenti, ma , come dire, giocano “fuori casa”, sono sempre guardate con sospetto soprattutto quando (pretendono) di portare le istanze dei Cittadini all’attenzione degli “organi superiori” (Città Metropolitana, Regione ecc). Non parliamo poi se Cittadini , sopratutto se associati, “pretendono” a loro volta di essere ascoltati e partecipare direttamente: vengono guardati “storto” e se possibile si trovano scuse per escluderli. Vi chiederete come è possibile che una istituzione pubblica escluda i Cittadini dalla partecipazione alle proprie decisioni e la risposta non c’è: si tratta di un semplice “abuso di potere”. Così è stato oggi: con la scusa che funzionari pubblici sono stati dileggiati su Facebook per la loro attività “istituzionale”, si è drasticamente limitata la partecipazione di Associazioni direttamente portatrici di istanze dei Cittadini. Precisiamo bene: se c’è stato un comportamento scorretto o addirittura irrispettoso da parte di persone, questo deve essere imputato agli individui e non alle associazioni. Per fortuna in Italia vige la responsabilità penale individuale e se ci sono comportamenti penalmente rilevanti questi devono essere imputati a persone fisiche precise. A noi pare , comunque, che non ci sia nulla di “penalmente perseguibile” nella esposizione anche con toni polemici “coloriti” di una opinione e ci pare un diritto (sacrosanto) quello di esprimere giudizi su comportamenti e procedure discutibili.
Detto questo la “conferenza dei servizi” ha registrato il parere di Enti e istituzioni interessate alle due autorizzazioni (allo scavo e alla discarica) e la Città Metropolitana si è riservata di esprimere il proprio parere definitivo. Preoccupante che gli enti preposti a salute (ASL Mi1) e ambiente (ARPA) abbiano espresso pareri sostanzialmente positivi sui due progetti alla faccia della “prevenzione primaria”. Inqualificabile il parere del WWF (gestore del SIC) il quale ha espresso parere favorevole alla cava/discarica a patto che come ‘mitigazione’ la Ditta costruisse la recinzione alla sua area protetta di Vanzago…
Inoltre è stato ribadito che il ricorso pendente al TAR presentato dai due Sindaci di Busto Garolfo e di Casorezzo non interrompe la procedura e questa è una bella doccia fredda sulle amministrazioni che avevano puntato molto (quasi tutto) su questa mossa.
La “conferenza dei servizi” si è conclusa con il “canonico” verbale.
Pensate che i Cittadini stiano tranquilli ad aspettare le vostre decisioni ?

Cava_Casorezzo
foto di Guglielmo Gaviani.

Il 5 ottobre del 2014 la nostra associazione esprimeva il suo parere in merito alla “nuova” viabilità su Piazza Baracca. Non avevamo architetti incaricati per studiare le alternative, ma ci aiutava il semplice buon senso. A distanza di due anni l’Amministrazione di Buscate è arrivata, faticosamente, alle stesse conclusioni. Ne siamo contenti. Ecco il testo integrale della nostra proposta:

Oggetto: mobilità lenta e piste ciclabili
Riteniamo con la presente di esprimere il nostro parere sul piano per la viabilità, le piste ciclabili e la mobilità lenta che si sta profilando e che è stato recentemente esposto in Commissione Urbanistica.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di dotare Buscate di una rete di mobilità lenta per colmare in grave ritardo rispetto agli altri paesi della zona. Non è una scusante la particolarità urbanistica soprattutto del Centro storico del paese caratterizzata da vie strette e di difficile transito perché è la stessa situazione degli altri Comuni vicini. Pensiamo che maggiore attenzione vada posta, proprio perché la mobilità lenta è un valore ancora vivo nella popolazione, alle piste ciclabili e al transito pedonale che deve diventare la vera punta di forza del Centro storico. Un centro storico vivibile e caratterizzato da locali e negozi sulle piazze raggiungibili comodamente a piedi ed in bicicletta è, secondo noi, una alternativa alla caotica ed in alcuni tratti pericolosa situazione attuale. La situazione dei parcheggi vicini al centro del paese è senz’altro da migliorare, ma offre già oggi buone soluzioni.
Proponiamo a tale proposito tre idee semplici e chiare:
1. l’eliminazione dei parcheggi sul lato dell’aiuola della Piazza Baracca con la sostituzione di una pista ciclabile che si raccordi con quella proveniente da Via Roma con un prolungamento su Piazza San Mauro (da realizzare). Pensiamo poi che questa pista debba trovare una continuità verso Via Cavallotti ed i plessi scolastici per formare il primo vero asse di attraversamento del centro storico del paese da est a ovest;
2. posizionamento di dissuasori di velocità sulle principali arterie di attraversamento del paese ed in particolare su via Manzoni e Marconi in particolare sul tratti che scendono nel paese dal Ponte del Canale Villoresi e su quello che dall’incrocio di Via Milano entra in paese. Identico provvedimento sulla Via Papa Giovanni prima degli incroci con Via Paolo VI e Via Milano e in corrispondenza dell’entrata del Pratone. Sulla Via Roma e sulle vie Cavour e Dante. Sulla Via Cavallotti e sulla Via Risorgimento. Riteniamo più utile questo provvedimento a quello di dotare il Comune di rilevatori di velocità;
3. Occorre definire un regime di parcheggi autorizzati su alcune vie anche per evitare situazioni di pericolo. A titolo di puro esempio si segnala la situazione della Via Cattaneo nel tratto tra la Via Mazzini e Santa Maria: la via è in doppio senso di marcia, ma il parcheggio di auto impedisce spesso una circolazione in sicurezza ed in particolare nell’uscita da Via Mazzini.

Il Presidente dell’Associazione 5 agosto 1991

Guglielmo Gaviani 

Pensiamo non ci sia bisogno di nessun commento. Ora aspettiamo che l’amministrazione provveda subito a fare modifiche semplici e sostanziali della viabilità delle piazze.

La torre dell'acqua di Buscate

La torre dell’acqua di Buscate

I prossimi appuntamenti di “Gildo va alla guerra”

Prossimi appuntamenti per vedere “Gildo va alla guerra – La Grande Guerra vista da un fante” saranno a Castano Primo in Villa Rusconi (Sala del Consiglio) alle ore 21 di Venerdì 15 aprile e a Cuggiono alla Sala conferenze dell’Ecoistituto della Valle del Ticino in Via S. Rocco 48 martedì 24 Maggio alle ore 21.
L’ingresso a tutti e due gli spettacoli è gratuito.

Sacha Oliviero è Gildo. Qui recita un discorso interventista di Giovanni Papini (1913).
https://youtu.be/C6jb0ANCG1M