Lettera senza risposta

Pubblichiamo integralmente la lettera protocollata l’11 aprile ed indirizzata al Sindaco e ai Capigruppo del Consiglio comunale sulla questione del recupero integrale della Cava di Buscate. Ad oggi nessuno ci ha risposto e nemmeno contattato per chiarimenti. Pare che l’argomento non interessi nessuno forse perché la campagna elettorale è lontana e non è un argomento “sensibile” per i nostri consiglieri comunali.

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La gente non ci sta, parola di Parroco

Ricordiamo così don Gesuino Locatelli (1931-2019) parroco di Buscate durante il Presidio contro la discarica alla Cava San Antonio.

La gente non ci sta” lettera inviata da don Gesuino il 31 ottobre del 1991 al Cardinale Carlo Maria Martini dopo le cariche della polizia al Presidio del 24 ottobre.

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La croce del Presidio 

Cosa vuol fare Buscate per il futuro della sua Cava ?

Si parla (finalmente) del nuovo Piano Cave e anche Buscate con la sua Cava di ghiaia è interessato. Scopriamo dalla delibera di Giunta (n.112 del 27/10/16) nella quale di esprime il parere alla Città Metropolitana in merito al nuovo piano, che ci sono gravi problemi economici della società che gestisce la Cava e debiti per il mancato versamento da parte della stessa azienda di quanto stabilito nella Convenzione con il Comune di Buscate. Affitto per le aree occupate dagli impianti, diritti di escavazione e contributi per la piantumazione prescritta sono le voci principali di questo debito che è destinato ad aumentare vista anche la situazione di profonda crisi in cui versa in settore della Cave. La Cava Campana ha chiesto ed ottenuto di ratealizzare i debiti, ma poi non ha pagato lo stesso.

Che fare , dunque ? Il Comune deve muoversi e velocemente per evitare il peggio. Il peggio lo sappiamo è la trasformazione della cava di ghiaia in una enorme discarica magari di rifiuti speciali come sta avvenendo a Casorezzo. E non si venga a dire che noi a Buscate siamo sotto l’ombrello del Parco del Ticino, perché, con i chiari di luna della nuova legge sui Parchi in discussione in Parlamento, c’è poco da stare tranquilli.

La situazione più in generale dell’attuazione del vecchio Piano decennale cave della Provincia di Milano, scaduto a Giugno di quest’anno, è molto semplice: è stato scavato appena il 26% di quanto previsto ed autorizzato. Quindi, almeno dal punto di vista della “programmazione”, si capisce perfettamente che quel Piano è stato costruito sulle aspettative dei cavatori che sono andate miseramente deluse. Ora però con il nuovo Piano Cave non possiamo più fare lo stesso errore: occorre ridimensionare drasticamente le aree soggette a scavo puntando da un lato sul recupero dei materiali (come avviene nel resto d’Europa) e dall’altro al recupero ambientale dei siti dismessi.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l'area della Fase 1 e a sud l'area del Bosco Quadro nella Fase 2.

In rosso le aree in concessione per lo scavo. A nord l’area della Fase 1 e a sud l’area del Bosco Quadro nella Fase 2. Di fianco sulla sinistra dell’Area 2 c’è la zona dove oggi sono posizionati gli impianti di vagliatura (circa 72.000 mq). Quest’area è di proprietà del Comune di Buscate secondo la Convenzione sottoscritta dalle parti  doveva già essere “liberata” da tempo, ma la Giunta di Marina Pisoni ha concesso una proroga di 2 anni (Delibera di Giunta comunale n. 35 del 17/03/2016).

 

ACCAM, la nuova dirigenza fa un primo passo “falso”.

26 luglio 2015 – Comunicato dei comitati e delle associazioni ambientaliste del territorio

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 COMPORTAMENTI INACCETTABILI DEI DIRIGENTI ACCAM ! 

MENTRE I COMUNI MATURAVANO LA DISMISSIONE DELL’INCENERITORE, ATTIVAVANO LE

PROCEDURE PER INCREMENTARE LA QUANTITA’ DI RIFIUTI E PER RICEVERE RIFIUTI ANCHE DA FUORI REGIONE!

 

APPELLO AI SINDACI E ALLA REGIONE PER ANNULLARE QUESTA SCELTA SCIAGURATA !

Proprio nei giorni in cui vengono resi pubblici i risultati dell’analisi epidemiologica di ARPA Piemonte sulle gravi conseguenze sulla salute dell’inceneritore di Vercelli che, senza ombra di dubbio, viene imputato dell’aumento dei tumori (+60%, con punte di +400% per i tumori del colon-retto e +180% dei polmoni), veniamo casualmente a conoscenza che i dirigenti Accam hanno attivato nei mesi scorsi un iter amministrativo che ha portato al riconoscimento della qualifica di impianto di incenerimento con recupero energetico (R1).

Si tratta del primo passaggio per rientrare nella “rete nazionale degli inceneritori” prevista dal decreto “Sblocca Italia” che permetterebbe all’impianto di incrementare la quantità dei rifiuti da incenerire autorizzandone la provenienza da tutta Italia.

Mentre i sindaci ricevevano garanzie dall’Assessore Regionale all’ambiente Claudia Terzi che non vi sarebbero stati problemi di autorizzazioni nella fase di dismissione dell’impianto, Polleri, Antonelli e Ghiringhelli richiedevano con conteggi e riconteggi durati 6 mesi, un riconoscimento atto a ottenere l’autorizzazione di bruciare più rifiuti, ovviamente extra-consortili.

Pur sapendo delle decisioni in corso verso la dismissione dell’inceneritore, non hanno ritenuto di avvisare i proprietari, cioè i 27 comuni soci, di questa procedura in atto!

E così nella nota del 16 luglio, a firma del funzionario regionale Dario Sciunnach, scopriamo che l’impianto Accam è stato riclassificato come R1, e quindi potenzialmente idoneo a ricevere i rifiuti da fuori Regione.

Chi ha autorizzato questa iniziativa?

Logica vorrebbe che in fase di dismissione dell’impianto si debba prevedere una graduale riduzione dei rifiuti fino allo spegnimento di un forno e poi del secondo.

Questo deve essere l’obiettivo dichiarato di ACCAM e dei Comuni nell’ambito della attuale procedura di riesame della Autorizzazione Integrata Ambientale (ricordiamo che questo impianto oggi funziona in deroga), una procedura che deve essere resa pubblica in ogni suo passaggio e in ogni suo documento per permettere l’informazione finora negata e la partecipazione delle popolazioni.

Se l’impianto venisse invece inserito nella “rete nazionale degli inceneritori” il Governo potrà imporre l’incremento dei rifiuti inceneriti e il conferimento dei rifiuti da fuori Regione rimettendo in discussione quanto finora ottenuto e condiviso dalla maggioranza dei Comuni consorziati .

Una beffa bella e buona rispetto agli sforzi dei cittadini che si impegnano in una gestione sempre più virtuosa della raccolta differenziata e dei Comuni che si sono schierati per metodologie alternative all’incenerimento. 

Ci appelliamo quindi ai sindaci del consorzio, che a maggioranza hanno votato per lo scenario di dismissione dell’inceneritore, affinché svolgano tutti i controlli e le azioni in loro potere per evitare questa beffa e questo danno per i cittadini di Busto Arsizio e dell’ Altomilanese, tanto più che i calcoli presentati da ACCAM sono oggi superati dalle nuove linee guida in materia emesse dall’Unione Europea il 10 luglio scorso (direttiva 1127/2015)

 

Ci appelliamo infine all’assessore Terzi chiedendoLe un incontro chiarificatore su quale sia la strategia della Regione verso la graduale riduzione dell’impiantistica di incenerimento lombarda, più volte annunciata, e naturalmente garanzie sulla graduale dismissione dell’impianto Accam come deciso dalla maggioranza dei soci in data 2 marzo 2015. 

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Comitato ecologico inceneritore e ambiente Borsano – Ecoistituto della Valle del Ticino Onlus, Cuggiono – Medicina Democratica Onlus – Centro per la salute Macaccaro Onlus, Castellanza – Comitato RifiutiZero Busto Arsizio NoInceneritore – Associazione Cinque agosto 1991 , Buscate – Legambiente Ticino Turbigo – Salviamo il paesaggio Inveruno, Furato – No terza pista Vanzaghello – Noi per la Città, Parabiago – Salviamo il paesaggio Olona, Bozente, Lura – Salviamo il paesaggio Casorezzo – San Giorgio Insieme R.0, San Giorgio su Legnano – Forum Sanità, Cuggiono – Salviamo il Paesaggio Legnano, Villa Cortese, Canegrate, San Giorgio Su Legnano – Circoli Legambiente Valle Olona – Movimento Nazionale Legge Rifiuti Zero Legnano e Altomilanese – Acqua Bene Comune Provincia di Varese- Associazione InFormazione InMovimento Legnano – Uniti per Turbigo da Vivere – Coordinamento Legambiente provinciale Varese –    

 

Terza pista Malpensa, Piano cave, cementificazione e le proposte alternative che proponiamo. Se ne parla Giovedi 6 giugno 2013 ore 21. Sala civica p.zza filanda,7 Buscate


Assemblea pubblica

Sarà possibile nella stessa serata sottoscrivere

la proposta di legge “rifiuti zero”

proposta dalle associazioni ambientaliste.

L’utopia è possibile

basta volerlo !

Le esperienze più avanzate

in Europa

dimostrano che l’obiettivo

RIFIUTI ZERO

è

praticabile.

Che cosa aspettiamo ?

Una proposta per l'ambiente e l'occupazione

Una proposta per l’ambiente e l’occupazione

Si riparte con la nuova associazione

ASSEMBLEA dell’ ASSOCIAZIONE 5 agosto 1991

Mercoledì 13 Marzo ore 21

Sala Angelo Lodi

Piazza della Filanda, 7

Buscate

Una nuova associazione che si occupa di ambiente e non solo.

Ti interessa la salvaguardia dell’ambiente, la mobilità lenta e il trasporto pubblico, il riciclaggio dei rifiuti, il risparmio energetico, la difesa del Parco del Ticino contro le minacce ambientali (terza pista della Malpensa, Cave, riduzione delle aree verdi), la salvaguardia dei beni artistici e paesaggistici ? ? ?

Vieni a trovarci. Non portare la tua bandiera politica, ma le tue idee.