La gente non ci sta, parola di Parroco

Ricordiamo così don Gesuino Locatelli (1931-2019) parroco di Buscate durante il Presidio contro la discarica alla Cava San Antonio.

La gente non ci sta” lettera inviata da don Gesuino il 31 ottobre del 1991 al Cardinale Carlo Maria Martini dopo le cariche della polizia al Presidio del 24 ottobre.

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La croce del Presidio 

GIOVEDI’ 3 luglio ore 9,30 – Palazzo Lombardia – Milano PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE

E intanto, mentre le amministrazioni fanno la melina, i Comitati si muovono…
GIOVEDI’ 3 luglio ore 9,30 – Palazzo Lombardia – Milano
PRESIDIO DAVANTI ALLA REGIONE
Le alternative agli inceneritori ci sono. Non è più tempo di sprecare risorse. Scelte lungimiranti si impongono. Vantaggiose economicamente, sostenibili ambientalmente, generatrici di maggiore occupazione, non dannose per la salute. Questo presidio dei comitati e delle associazioni vuole sollecitare queste scelte. A partire dal nostro territorio con la dismissione definitiva dell’inceneritore di Busto Arsizio e la sua sostituzione con impianti di recupero dei materiali. Scelte che sosterremo anche nell’incontro chiesto all’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi (e che non abbiamo ancora ottenuto).

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NOI CREDIAMO CHE NEL PROSSIMO FUTURO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA , IL RICICLO E IL RECUPERO SARANNO IL VERO CAMBIAMENTO E ABBIAMO FORTEMENTE SOSTENUTO L’AVVIO DI UN TAVOLO TECNICO SULLE ALTERNATIVE ALL’INCENERITORE.
PUNTARE OGGI SULL’INCENERIMENTO E’ UN DANNO ECONOMICO OLTRE CHE ECOLOGICO!
PERCHE’:
Costo e durata dell’ammortamento: un impianto di piccole dimensioni avrà difficoltà a mantenere le tariffe basse in regime di libero mercato (già oggi smaltire a Milano o Brescia costa il 30% in meno) inoltre per tutta la durata dell’ammortamento occorre garantire i flussi di rifiuti immessi, con alcune prevedibili conseguenze: – obbligare tutti i Comuni a firmare contratti di affidamento per quella durata (altrimenti questi stessi comuni, privi di obblighi, potrebbero rivolgersi in qualunque momento ad impianti di smaltimento più convenienti). – trovare nuovi sbocchi sul mercato dei rifiuti speciali o al di fuori del consorzio.

Valore come “patrimonio del territorio”: spesso si sente parlare dell’inceneritore come “patrimonio del territorio” Ma quale valore avrebbe per il territorio un impianto che fra X anni non servirà più per mancanza o comunque significativa riduzione dei rifiuti, e che dovra’ cercare rifiuti provenienti da altre Regioni o Nazioni per poter sopravvivere e guadagnare?

Impianti differenti costruiti da zero hanno ammortamenti più brevi oltre ad essere più in linea con le norme che l’Europa sta varando in tema di rifiuti e di sostenibilità ambientale. Ad esempio: – impianto di selezione tipo “fabbrica dei materiali” 15-20 milioni; Ammortamento in massimo 10 anni, flussi più facili da garantire e un maggior valore occupazionale (50-60 persone a fronte delle 30 attualmente impiegate in Accam).

Normative regionali ed europee: Le recenti disposizioni regionali e le indicazioni dell’Unione Europea puntano ad un progressivo spegnimento degli inceneritori a favore della riduzione dei rifiuti, del riciclo e del recupero. In particolare la giunta regionale disporrà entro un anno le linee guida per le dismissioni degli inceneritori in esubero rispetto alla autosufficienza regionale.

Tematiche ambientali: Ogni 3 tonnellate di rifiuti un inceneritore produce 1 tonnellata di scorie e ceneri pericolose da smaltire in discarica. Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponibile sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti con diametro inferiore ai 2,5 nanometri.
Questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento non rilevabile che desta allarme presso i cittadini , la comunità scientifica, e la sanita’

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Per info: noinceneritorebusto@gmail.com

Prossimo appuntamento con lo spettacolo di Nora Picetti “Il rifiuto dei rifiuti”

Venerdì 23 marzo 2012 ore 21

Paderno Dugnano

Area Metropolis, via Oslavia 8

Ingresso gratuito

Evento in collaborazione con

Fondazione Milano e

Fondazione Cineteca Italiana

Di cosa Parla ?

Buscate 1991. Poco più di 4000 abitanti circondati da cave, discariche, inceneritori e fogne a cielo aperto. La Regione, in piena emergenza rifiuti, sceglie la Cava S. Antonio per buttare 400.000 tonnellate di rifiuti di Milano e provincia. Ma se la politica non si occupa della salute dei cittadini, i cittadini si occupano della salute della politica. Organizzano comitati e danno inizio al Presidio. 880 giorni e 880 notti davanti alla cava per non far entrare le ruspe. Oltre 2 anni di attese, discussioni e risate, amore e democrazia.
Un’iniziativa civile e non-violenta che ha coinvolto migliaia di donne, anziani, lavoratori, bambini e studenti di Buscate e di tutto il Castanese.

Una delle più belle battaglie ambientaliste di rilevanza nazionale.Una spinta dal basso non per costruire la discarica altrove, ma per fare rete con gli altri comitati e trainare la Lombardia e l’Italia intera verso politiche nuove come la raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo e il compostaggio.

Con documenti, testimonianze, reperti e video originali, lo spettacolo ripercorre le tappe che hanno portato alla vittoria, intrecciando in una narrazione corale indignata ed ironica le vicende dei presidianti di Buscate (la Marisa, la Piera, il Mario, l’Oreste…) con il filone ambientale dell’inchiesta Mani Pulite e con i protagonisti delle vicende politiche e giudiziarie di livello regionale, nazionale ed europeo (Monguzzi, Bonfanti, Di Pietro, Craxi, La Russa…)