Si prepara un Luglio rumoroso intorno a Malpensa

Forse non tutti sanno che i voli notturni su Malpensa che erano stati vietati (con DPR 476 del 1999) dalle 23 alle 6 del mattino, da tempo, con una sentenza del TAR del Lazio, sono stati ripristinati. E così l’ARPA ha registrato nel luglio dello scorso anno tra le 23 e le 6 del mattino il passaggio su Turbigo di ben 43 voli, di cui 10 in fase di decollo.

In teoria dovrebbero essere quasi tutti voli cargo, che possono decollare, in deroga alla normativa, anche durante le ore notturne seguendo in fase di decollo una rotta ben precisa, studiata per ridurre l’impatto acustico sui centri abitati. Anzi se il sistema di monitoraggio acustico funzionasse a dovere, si potrebbe anche sanzionare chi sfora dai limiti acustici.

In realtà, non risulta che i voli cargo siano tracciati e così continua il far west sulle nostre teste. Una rilevazione estemporanea fatta da Buscateblog il giorno 21 maggio dalle 24 alla 1 di notte ha dato questo risultato:

Rossiya Airlines 6672 in partenza da MXP per San Pietroburgo ore 00.18

Ethiopian Airlines 703 in partenza da MXP per Roma ore 00.28

Trasportes Aereo Portugueses 828 in arrivo da Lisbona ore 00.44

Airoflot 2415 in partenza da MXP per Mosca ore 00.49

Si tratta, come si può leggere, di quattro voli di linea normali che non si capisce perché debbano partire o arrivare di notte.

Perché è necessario volare di notte ce l’ha spiegato il Sindaco di Casorate Sempione Tiziano Marson nel 2014: “E’ una prerogativa italiana preoccuparsi più dell’attività economica che della salute dei cittadini“. Qualche altro Sindaco “illuminato” proponeva di monetizzare la salute facendo pagare di più per gli atterraggi notturni. Ma subito erano arrivati i cavalieri del liberismo che avevano sostenuto che limitare i voli notturni “esponeva Malpensa  alla concorrenza degli scali stranieri“.

Intanto la storia non è finita e si prepara un netto peggioramento della situazione sia del rumore , ma anche dell’inquinamento atmosferico con la chiusura dell’aeroporto di Milano Linate dal 27 luglio al 27 ottobre 2019. Si può solo immaginare cosa succederà in questi tre mesi, per di più estivi.

Contro il progetto Malpensa 2000 i Sindaci erano “scesi in aeroporto” per protestare: la cosa fece tanto “rumore”, ma evidentemente per ottenere nulla, perché se c’è da sacrificare qualcosa, quella è sempre la salute dei Cittadini.

Staranno tutti zitti ???

G.G.

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Ideona della SEA: fare l’ampliamento di Malpensa “a rate”…

Riportiamo un estratto dell’articolo apparso su W Via Gaggio (vedi qui).

La stampa lo aveva già annunciato qualche mese fa, alcune indiscrezioni erano apparse nelle scorse settimane. Lunedì 9 Novembre 2015, SEA ha incontrato i sindaci del territorio per presentare loro la “metodologia, le analisi preliminari e le linee guida del masterplan di sviluppo dell’aeroporto di Malpensa”

Nelle settimane passate i giornali locali avevano già accennato al fatto che la Terza Pista fosse sparita dal Master Plan. E’ vero, nelle linee guida del nuovo Master Plan si legge nero su bianco che detto sviluppo ora non prevede la terza pista. Questo ovviamente non vuol dire che il progetto sia stato cancellato per sempre.
Il presente Master Plan presenta delle migliorie (basate su un criterio di efficienza che abbiamo da sempre richiesto), le quali di fatto velocizzeranno le operazioni a terra di movimentazione degli aerei.
Interventi nel sedime
Gli interventi interni al sedime attuale sono sicuramente positivi, ma purtroppo non finisce così.
Nel nuovo piano sono previsti anche sviluppi in direzione sud-ovest con l’espansione di circa 90 ettari, che verranno utilizzati presumibilmente per costruire una serie di capannoni per la logisitica in continuità con i capannoni oggi già esistenti nella Cargo City.

Se è vero che rispetto al vecchio Master Plan ora si programma un’espansione di “solo” 90 ettari rispetto ai precedenti 433, è anche vero che questo ampliamento, come si può vedere dall’immagine qui sotto, avrà comunque la fatale conseguenza di cancellare in maniera definitiva e irreversibile l’habitat della brughiera.
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A margine di questa zona inoltre, si pianifica di costruire anche la prosecuzione della Via Molinelli che verrà necessariamente interrotta dalla nuova area di sviluppo.
A questo punto dobbiamo e vogliamo essere chiari: qualsiasi ipotesi di potenziamento che preveda l’espansione verso sud dell’attuale sedime aeroportuale non può trovarci d’accordo, proprio perchè inevitabilmente comporterà la distruzione dell’habitat della nostra Brughiera.
Possibile che all’interno dell’attuale sedime aeroportuale non possano essere trovati 60/90 ettari dove poter installare questi capannoni? La zona Cargo non si potrebbe sviluppare verso il tracciato della S.S. 336 senza dover espandere il sedime attuale? (Nell’immagine sopra è la zona tratteggiata “SVILUPPI INFRASTRUTTURALI FUTURI”)
Forse non è possibile perchè SEA ha vincolato questa zona per poter realizzare in futuro la Terza Pista, qualora credesse che ce ne fosse bisogno, magari dopo il 203o.
L’intenzione di SEA, come si evince da questo filmato, è quella di ripartire con l’iter autorizzativo nel 2016. Prima di arrivare a questo obiettivo vorrebbero discutere e confrontarsi con il territorio per condividere il progetto di sviluppo aeroportuale.

Ci permettiamo quindi di porre alcune semplici domande, non avendo ancora avuto tutta la documentazione e in attesa di capire se e in che modo verremo coinvolti nella discussione dei prossimi mesi:
Non esistono zone all’interno del sedime aeroportuale per realizzare i capannoni che si vorrebbero realizzare negli ettari di espansione?
Come mai non si è pensato di ri-usare una parte delle zone delocalizzate di Lonate, Ferno e Somma per insediare questi capannoni?
Ci teniamo inoltre a ribadire che non siamo e non siamo mai stati contrari ad un potenziamento dell’aeroporto, ma questo deve assolutamente avvenire nel rispetto delle normative ambientali e salvaguardando la peculiarità del nostro territorio.
Per garantire la qualità della vita di oggi e delle generazioni future è fondamentale che l’aeroporto diventi “compatibile” con l’ambiente circostante e non viceversa.
In questi giorni abbiamo chiesto al nostro Sindaco di riceverci per conoscere le sue impressioni sull’incontro, visto che lui era presente e quali potrebbero essere le sinergie per lavorare insieme.
Chiederemo un incontro formale anche a SEA.
Ultima considerazione, dal ritiro del vecchio Master Plan ad oggi non ci siamo mai fermati. Abbiamo continuato a riversare in altri progetti di valorizzazione e tutela della Via Gaggio e della Brughiera le nostre energie. Dallo scorso lunedì abbiamo ricominciato anche ad occuparci di questa possibile minaccia.
E la Via Molinelli è ritornata ad essere la nostra linea del Piave.

Una festa senza salamelle (solo salame in cantina)

Ambiente in festa è arrivata alla seconda edizione.

Piccolo bilancio.

I buscatesi amano discutere in piazza, davanti al caffè. Più che discussioni sono pettegolezzi. Se c’è il risvolto scabroso meglio, basta parlar male di quello che passa. Quando si può parlare liberamente dei problemi, per cercare soluzioni insieme, allora si preferisce stare a casa, si trovano mille scuse per non uscire di casa. Più che pigrizia è un radicato scetticismo ad inchiodare la partecipazione. Inutile dire che a molte forze politiche la cosa non dispiace, così possono facilmente gestire la “cosa pubblica” senza il “fastidio” della partecipazione. Il loro metodo è semplice e maledettamente “efficiente”: prima decidono e poi (forse, ma non è detto) informano i Cittadini. Per noi del 5 agosto 91, naturalmente, è l’esatto opposto: noi vorremmo discutere di tutto ed arrivare alle soluzioni insieme. Un metodo molto faticoso, ma indispensabile in qualsiasi processo di decisione che voglia definirsi democratico. Non ci piacciono quelli che arrivano già con (poche) idee preconfezionate in testa o quelli che non vogliono trovare soluzioni, ma solo creare nuovi problemi. Cerchiamo di lasciare fuori della porta lo scetticismo che una malattia devastante…

Parlavamo di cose così “spinose” ad Ambiente in festa? Certo. A Buscate , quando si parla di Cava, si tocca un argomento “spinoso”, ma che è indispensabile affrontare perché è una ferita aperta ed ancora molto lontana da una qualsiasi guarigione.

La Cava Campana ha appena iniziato (dicembre 2013) a scavare e già a Giugno 2016 scade la sua autorizzazione. A settembre di quest’anno scade il termine di spostamento degli impianti dall’area di proprietà del Comune di Buscate e invece gli impianti sono al loro posto di sempre senza che nessuno dica nulla. Tanto meno i nostri amministratori che , evidentemente, hanno già deciso sulla testa dei Cittadini e , potete contarci, per il “bene della comunità”. Invece di concentrarsi sul problema del “contenimento dell’attività di scavo”, i nostri amministratori pensano ad altro: vorrebbero fare un “parco urbano” a 1,6 Km dalla Piazza Baracca, nell’area dell’ex depuratore in Via Per Cuggiono (spendendo 200.000 € di denaro pubblico derivato -beffa delle beffe- dalla Convenzione con la Cava…).

Alla Malpensa (altro problema del nostro martoriato territorio) c’è chi pensa di fare un Parco intorno alla brughiera di Via Gaggio e chi invece ha in mente (ancora) una terza pista e un’area di capannoni. La Malpensa è “lontana” da Buscate e quindi possiamo fregarcene? Peccato che intanto l’accordo sulle nuove rotte di decollo ed atterraggio ci ha assegnato una quota notturna di aerei che sorvolano le nostre teste. Se non si capisce che i “problemi ambientali” sono territoriali, si finisce schiacciati.

Il nuovo Consiglio di amministrazione di ACCAM ha “scoperto” che ogni anno l’inceneritore perde 5 milioni di euro. Il Presidente, da buon imprenditore, ha consigliato di chiuderlo al più presto. Ci chiediamo che conti avessero in mano quelli del precedente CdA che continuava, imperterrito, ha voler spendere vagonate di milioni per ristrutturare l’inceneritore… La soluzione prospettata oggi da ACCAM è quella di portare i rifiuti all’inceneritore SILLA di A2A (Milano). Riteniamo possa essere SOLO una soluzione ponte in attesa della Fabbrica dei materiali che è l’unico vero obiettivo da perseguire.

Ecco qualche “piccolo” problema affrontato nella discussione di Ambiente in festa. Vi sembra poco ? Vi sembra una discussione “parziale”? Ci sono ben altri problemi da affrontare ? Forse si, forse no: noi abbiamo comunque cominciato a “macinare” qualcosa. Vi aspettiamo per un Vostro contributo. Ma ricordate…

Cercasi

 

 

Ambiente in festa 2015 (la seconda edizione della nostra iniziativa)

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Pane e salame in cantina

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Giuliana Cislaghi e le Cave

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Nora Picetti recita Erri de Luca e Verdana Shiva

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Walter Girardi e il nuovo parco attorno a Via Gaggio e il “nuovo” progetto di Malpensa

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Sara Gazzardi e il GASBUSCA

 

Una festa per discutere insieme dei problemi ambientali del nostro territorio: Cave, Aree protette vecchie e nuove, ampliamento della Malpensa, agricoltura biologica e ACCAM. Con un pizzico di poesia (Nora ha recitato Verdana Shiva e Erri de Luca). Merenda in cantina e tanta allegria.

BUONA LA 2^  ! ! !

L’annuncio del Comitato W Via Gaggio sul ritiro del progetto di Terza pista alla Malpensa

Il 15 Luglio la bella notizia: l’ENAC ha ritirato il Masterplan, il progetto che prevedeva la Terza pista alla Malpensa e migliaia di metri cubi di capannoni sulla Via Gaggio, uno degli ultimi pezzi di brughiera del Parco del Ticino. E’ una grande vittoria prima di tutto del Comitato W Via Gaggio che , grazie all’impegno di tante persone ed in particolare dell’Ing. Walter Girardi e di Maurizio Casati, è riuscito a coinvolgere tante persone e Associazioni del territorio per una battaglia non solo “difensiva” ma di proposta di un diverso modo di gestire il territorio. Dunque , ancora una volta, W Via Gaggio !!!

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L’ampliamento della Malpensa spiegato ai tuoi figli e una grande festa Domenica 2 marzo in Piazza a Nosate dalle 16,30 in poi

DOMENICA 2 marzo dalle ore 16,30 in piazza a Nosate, grande festa di fine raccolta firme contro il Masterplan della Malpensa.

Il Master Plan spiegato ai tuoi figli

Posted by Viva Via Gaggio.

Molte persone oggi sanno benissimo cosa si nasconde dietro la parola Master Plan, ma sono ancora in tanti a non sapere bene quali interessi e quali danni ci sono dietro questa espressione. Tentiamo di spiegarvelo ancora, nella maniera più semplice possibile.

Per prima cosa dobbiamo dire che il Master Plan non è un progetto, ma è la somma di tantissimi progetti che si vorrebbero realizzare in una zona grande quanto 4.000 campi da calcio e pari a 1/3 della superficie del sedime attuale. Una porzione di territorio pari a 437 ettari, anche se la maggior parte dei progetti si vorrebbero realizzare in un’area di 330 ettari che si trova al di fuori del sedime aeroportuale attuale. 

Il sedime attuale senza il Master Plan
Il sedime attuale senza il Master Plan
L'area di espansione del Master Plan
L’area di espansione del Master Plan

Giusto per fare qualche paragone abbiamo deciso di sovrapporre l’area del Master Plan con altre “aree illustri” in Lombardia:

Master Plna vs Expo
Master Plan vs Expo
Master Plna vs Area Ex Falk
Master Plan vs Area Ex Falk

Ma con anche altri parchi famosi della zona di Milano:

  • DIECI volte il vostro Parco Sempione,
  • CINQUE volte il Parco Lambro,
  • DUE volte e mezza il Parco Forlanini,
  • NOVE volte il Parco dei Fontanili,
  • TRE volte il Parco delle Cave,
  • 800.000 mq in più del Parco Nord Milano

E visto che SEA ha come azionista di riferimento proprio il Comune di Milano:

Master Plan vs Centro di Milano
Master Plan vs Centro di Milano

Quali sono i progetti e le opere che compongono il Master Plan?

Il Master Plan
Il Master Plan
  • Una nuova pista per gli atterraggi da sud e i decolli verso nord lunga 2.400 metri e larga 65 metri (la cosiddetta Terza Pista);
  • un Polo Logistico di oltre 200.000 mq di capannoni;
  • due stazioni ferroviarie: una al Terminal 2 e l’altra nel Polo Logistico;
  • due Hotel;
  • un nuovo Terminal in mezzo alle due attuali piste (il futuro Terminal 3);
  • una serie di palazzine per uffici dove oggi si trova Case Nuove, frazione di Somma Lombardo.

L’obiettivo del Master Plan, grazie alla realizzazione di questi progetti, è questo:

Traffico passeggeri: passare dagli attuali 19 milioni a 50-70 milioni.

Traffico merci: passare dalle attuali 370.000 tonnellate a 1.400.000 tonnellate.

Oggi l’area dove si vorrebbero realizzare tutte queste cose è una zona accessibile a tutti, poiché è una zona naturale dove tramite Via Gaggio e altri sentieri si possono percorrere numerosi percorsi alla scoperta della Brughiera, un habitat unico e raro a sud delle Alpi, per le sue caratteristiche e perché qui vivono, nidificano e transitano molte specie protette.

Percorrendo Via Gaggio e i suoi sentieri si possono raggiungere luoghi come il Centro Parco Ex-Dogana Austroungarica di Lonate Pozzolo nella frazione di Tornavento, le sponde del fiume Ticino, la piazzetta di Tornavento, l’abitato di Lonate Pozzolo o la Chiesetta di Santa Maria a Ferno.

Oggi tutti noi possiamo a piedi, in bici o a cavallo, fare questi percorsi e lo possiamo fare 365 giorni all’anno senza che nessuno ci impedisca di accedere a questa zona. Un domani, invece, nella sciagurata ipotesi di realizzazione del Master Plan tutta questa zona ci sarà inibita e sarà recintata con del filo spinato, come è possibile vedere in altre zone di confine del sedime aeroportuale.

Sedime aeroportuale a Ferno
Sedime aeroportuale a Ferno

Saranno abbattuti gli alberi, saranno sradicate le piante di brugo, di molinia e di ginestra (le tre specie vegetali caratteristiche di questa zona), saranno distrutti i manufatti posti dalle sapienti mani di Ambrogio Milani, saranno abbattuti i paraschegge usciti indenni dalla Seconda Guerra Mondiale ma non dalle mani di SEA.

Ma le conseguenze non si fermeranno qui.

La frazione di Tornavento sarà per una parte inglobata nel futuro sedime aeroportuale (è la parte colorata in azzurro nella cartina relativa alla zona di espansione), mentre la restante parte dell’abitato sarà soggetta al rumore aeroportuale di movimento a terra degli aerei e quello relativo ai decolli e atterraggi dalla terza pista.

Dal rumore poi saranno interessate i paesi di Nosate e di Turbigo, nella vicina provincia di Milano. Due paesi che oggi sono minimamente interessati dal fenomeno del rumore e che saranno investiti in pieno dalle future rotte di atterraggio sulla terza pista. Così come Vizzola,Castelnovate, Somma Bassa e Maddalena (due zone di Somma Lombardo) saranno interessate dai decolli sulla terza pista e poi, una volta sorvolato il Ticino, verranno interessati dal rumore iComuni del novarese.

Dall’inquinamento da gas di scarico degli aerei invece saranno interessate non solo le popolazioni a nord, oggi interessate dai decolli delle due attuali piste, ma un domani saranno popolazioni maggiori sia a nord che a sud quelle interessate da questo fenomeno.

Quando si considera invece anche l’inquinamento derivante dal traffico stradale da e per l’aeroporto è evidente che le conseguenze saranno ben peggiori delle attuali: le infrastrutture viarie che portano all’aeroporto sono le S.S. 336, la Milano-Torino e la Milano Laghi e tutta una serie di opere oggi non del tutto realizzate come Pedemontana e la nuova 341.

Oggi, ma anche in futuro, un buon 90% dei viaggiatori si recherà in aeroporto con mezzi propri e non con il treno. Se consideriamo gli incrementi del traffico passeggeri, vi immaginate quale sarà l’impatto di 50 milioni di passeggeri sulle nostre strade, e il conseguente carico inquinante? 50 milioni di passeggeri sono come se tutti gli italiani venissero in auto a Malpensa!

L’ultimo – non certo per importanza – aspetto relativo al Master Plan è quello relativo al Polo Logistico, che verrà costruito senza versare gli oneri di urbanizzazione, Ici e altre tasse che sono previste per legge e che di solito vanno versati al Comune dove si vorrebbe costruire il proprio capannone.

Sfruttando quella che in gergo tecnico si chiama extradoganalità, in questi capannoni potranno essere insediate tutte le vocazioni possibili ed immaginabili, tranne la residenza. Questo comporterà una serie di violazioni della libera concorrenza tra ciò che sarà all’interno del sedime aeroportuale e ciò che è stato costruito nei Comuni vicini. Pensiamo ai poli logistici costruiti in questi anni o alle zone industriali dei Comuni intorno a Malpensa: rischieranno di rimanere deserte.

C’è poi l’aspetto più nascosto e subdolo, quello per cui affermiamo che il Master Plan è la più grande speculazione edilizia in Lombardia dal 1950 ad oggi:

–     attualmente l’area di espansione è in parte di proprietà del Demanio Militare che fa capo al Ministero della Difesa;

–     negli anni scorsi tramite un Decreto Legge (che nessuno ha mai visto), questi terreni sono stati ceduti dal Demanio Ministero della Difesa al Demanio Ministero dei Trasporti;

–     in seguito, tramite una convenzione tra Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac) e la stessa SEA, questi terreni sono a disposizione di SEA.

SEA riconoscerà al Ministero della Difesa un indennizzo per la ricollocazione delle funzioni in tali aree fino al concorso di 25.900.000 €, attraverso la realizzazione di:

  • due palazzine alloggi per famiglia di tipo “C”, per complessivi 18 alloggi, all’intero della base militare di Gallarate (Varese);
  • tre palazzine alloggi per famiglia di tipo “C”, per complessivi 27 alloggi, all’intero della base militare di Ghedi (Brescia);
  • riqualificazione dell’hangar 2 di P.G. della base militare di Ghedi;
  • un magazzino M.S.A. all’interno della base militare di Ghedi;
  • rifacimento della copertura dell’Hangar 19 di P.G. della base militare di Cameri (Novara);
  • interventi di recupero edile ed impiantistico degli immobili alloggiativi e logistici all’interno della base militare di Desenzano (Brescia);
  • 100 appartamenti di varie dimensioni e tipologie in località diverse.

Oggi queste aree sono all’interno del Parco Naturale della Valle del Ticino e hanno unvincolo di inedificabilità e valgono circa 17 – 18 €/mq, mentre un domani il loro valore si attesterà sui 360 – 380 €, a fronte di una spesa irrisoria fatta di costruzioni e lavori edili.

Con questo passaggio dai Ministeri a SEA, e una volta ottenuto l’approvazione definitiva al Master Plan (Procedura di VIA con esito positivo e poi Conferenza di Servizi con esito positivo) queste aree diventeranno automaticamente edificabili

Dott. Walter Girardi – Consulente Ambientale

per Comitato VivaViaGaggio

Avanti con la raccolta di firme contro la Terza pista della Malpensa

Grande rilievo è stato dato in questi giorni alle dichiarazioni dell’Assessore regionale a mobilità e trasporti Maurizio Del Tenno che al Corriere della sera (del 9 settembre) ha dichiarato che la Terza pista di Malpensa «Non è all’ordine del giorno» e ha aggiunto «Ci sono le note questioni ambientali, ma c’è anche il realismo che porta a dire che prima vanno portate a pieno regime le potenzialità dello scalo così com’è». Vedi l’intera intervista qui. Questa dichiarazione è stata subito ripresa sia da Varese news che da altre testate giornalistiche.

Forse è utile ricordare che lo stesso Assessore con tutta la Giunta regionale (all’unanimità) lo scorso Aprile ha deliberato in senso opposto, affermando che la terza pista serve e che il Master Plan è compatibile. E’ questo l’unico atto formale della nuova Giunta di Roberto Maroni che ha “regalato” , a pochi giorni dalla sua elezione, questa “polpetta avvelenata” ai territori del castanese e gallaratese e al Parco del Ticino.

La parola definitiva ora  spetta solo al Ministero dell’Ambiente che si dovrà esprimere entro l’anno sul Master Plan.

Quindi l’indicazione che viene dal Coordinamento NO Terza pista è di andare avanti con la raccolta firme, fino a che non verrà emesso il no ufficiale.

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Incontro a Roma tra amministratori e politici del castanese e funzionari del Ministero dell’Ambiente per discutere il MASTERPLAN della Malpensa

Martedì 16 Luglio c’è stato  a Roma un incontro al Ministero dell’Ambiente con la segreteria del Ministro Orlando. L’incontro è stato promosso e richiesto dall’onorevole Eleonora Cimbro del Partito Democratico e a cui hanno partecipato il segretario del PD del castanese Canio Trione, l’assessore all’Ambiente del Comune di Vanzaghello Maurizio Rivolta, l’assessore di Nosate Maurizio Casati e Walter Girardi animatore dell’Associazione W Via Gaggio. Si è esaminata durante l’incontro la delibera della Giunta lombarda che il 3 aprile scorso ha espresso un parere favorevole al MASTERPLAN presentato da SEA pur approvando contestualmente una relazione tecnica che mette in luce tutte le pecche di questo piano.

Al di là dei tatticismi che preludono il pronunciamento del Ministero dell’Ambiente che è previsto entro l’anno, occorre molta chiarezza da parte di tutte le forze politiche che continuano a fare il doppio gioco: sui territori si oppongono ai progetti e appena si sale ai livelli regionali e nazionali invece li approvano.

L’atteggiamento che abbiamo come Associazioni ambientaliste è chiaro:

1) non ci sono motivazioni di mercato per un ampliamento della Malpensa (contrazione di passeggeri e merci costante negli ultimi 10 anni)

2) l’aeroporto non è più considerato da tempo un HUB e le maggiori compagnie europee se ne sono andate lasciando solo i volo low cost

3) le due piste esistenti sono più che sufficienti anche nel caso di un eventuale (ed improbabile) aumento del traffico aereo. L’esempio di altri aeroporti europei lo dimostra ampiamente

4) il polo logistico è oltre una inutile cementificazione di un’area di pregio ambientale, un regalo alla speculazione senza ritorni economici per il territorio (gli immobili non pagherebbero nemmeno l’IMU perché posti in area aeroportuale)

5) accostare un’opera di tale impatto al Parco del Ticino significa solo degrado ambientale e rapina della salute dei territori adiacenti

N.B. Va bene l’interessamento della politica locale al problema della Terza pista, ma attendiamo i fatti e le prese di posizione pubbliche su cosa realmente pensano su questa partita.